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Quando il paese era pacifico…

Nicolas Bouvier, Il pesce scorpione, Marcos y Marcos, Milano 1991.

Un viaggio alla scoperta dell’isola di Ceylon raccontato dall’abile penna di Nicolas Bouvier, scrittore svizzero con una grande passione per i viaggi. Con descrizioni minuziose e immagini colorite, l’autore si sforza di renderci partecipi delle sue esperienze sull’isola e ci accompagna passo a passo verso la conoscenza di tamil e singalesi. Ambientato nel 1955, il romanzo è utile per comprendere come fosse il paese prima dello scoppio della guerra civile: Bouvier infatti non è avaro di commenti sulla popolazione locale, e sottolinea spesso l’antipatia reciproca tra tamil e singalesi. Molto intenso è il brano in cui viene raccontata la storia della bottegaia tamil che passa le sue giornate a difendersi dagli attacchi di bande di giovinastri singalesi, i quali la prendono di mira per le sue origini etniche. Molta importanza nel libro è data anche alla riflessione sul clero buddista dell’isola; i bonzi, detentori del potere spirituale, vengono presentati come scrocconi nullafacenti intenti solamente ad avanzare pretese nei confronti della popolazione e a deporre “giocattoli esplosivi” al fine di sanare le dispute interne. La violenza comunque non è limitata ai soli ambienti religiosi: l’autore racconta alcune scene particolarmente cruente di cui è stato testimone, in modo da farci comprendere come la realtà della situazione nell’isola di Ceylon (ora Sri Lanka) ben poco abbia a che vedere con l’immagine di “perla dell’india” data dalle agenzie turistiche.

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