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Batterie scariche

traliccioIl 28 settembre 2003, a partire dalle 3 della notte, in tutte le case e le strade d’Italia è improvvisamente mancata l’energia elettrica. Un inaspettato per la maggioranza delle persone, che ha costretto tutti a soffermare l’attenzione su un aspetto della quotidianità che di solito diamo per assodato: seppur in misura differente tutti noi, nessuno escluso, facciamo affidamento ogni giorno su apparecchiature alimentate ad energia elettrica. Il black out ci ha messo di fronte, per la prima volta, alla novità che l’elettricità non è un dato assoluto e scontato, ma può anche mancare. Ormai passata l’emergenza black out abbiamo assistito, durante lo scorso inverno, all’emergere di un’altra questione che è entrata direttamente nelle nostre case a minacciare in qualche modo la nostra vita domestica: il governo Russo ha tagliato le forniture di gas all’Italia. Dopo l’elettricità questa volta ad essere a rischio è stato il riscaldamento, altra componente quotidiana e irrinunciabile della nostra vita. Questi eventi vanno visti come campanelli d’allarme per due motivi: prima di tutto perchè mettono in discussione elementi che nella nostra vita, di occidentali all’inizio del XXI secolo, non siamo disposti a considerare come incerti. L’energia elettrica e il riscaldamento per noi sono necessari. In secondo luogo, il campanello d’allarme suona ancora più fortemente se dalla lampadina e dal termosifone risaliamo fino a cercare la fonte del problema: in un mondo in cui più dell’80% di tutti i sistemi energetici (dalle automobili fino alle centrali elettriche e termiche…) è alimentato da fonti non rinnovabili, la disponibilità di queste fonti diventa una questione di assoluta rilevanza, proprio perché da esse dipendono innumerevoli aspetti della nostra vita quotidiana.
Si sente spesso parlare del problema del petrolio, del fatto che si sta –forse- esaurendo, dell’aumento costante del prezzo, delle guerre in cui in gioco c’è anche il controllo dei giacimenti, ed è evidente come stia diventando sempre più urgente la necessità di occuparsi della sua progressiva sostituzione. Tuttavia un ragionamento sulla questione energetica non può limitarsi solo al petrolio e alle problematiche che esso pone, ma porta a considerare un insieme più ampio di questioni: quello delle risorse. E’ per questo motivo che si è scelto di allargare il discorso a comprendere anche i temi dello sviluppo, dal punto di vista degli equilibri sia umani sia ambientali, e di dedicare una specifica attenzione alla questione dell’acqua, risorsa che ci è indispensabile e che scarseggia per i 2/3 dell’umanità. Obiettivo di questo numero è innanzitutto mettere in luce la vastità delle problematiche connesse con il termine risorse, tracciare una linea di collegamento che permetta di orientarsi nella complessità di un tema che ci coinvolge tutti e su differenti livelli, dalla quotidianità di vita fino a delicati equilibri geopolitici. Con una particolare attenzione alla situazione italiana, dove la questione delle risorse, sia tra le forze politiche sia tra i media, è ancora molto sottovalutata, abbiamo cercato, ancora una volta, di inquadrare il contesto. A voi il giudizio.
Buona lettura.

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