twitter facebook picasa mail feed

Domande Trasversali – Risorse

Shiva • Pallante • Silvestrini • Bardi • Clò • Vignolini • Zangrandi • Ronchi • Mercalli • Godio • Molinari • Petrella • Legna

Le interviste riunite in questo numero rappresentano un confronto, almeno per quanto, implicitamente, ogni lettore è portato a porre una voce in rapporto con le altre. Si è cercato, però, di costruire un confronto anche esplicito, ponendo a ogni personaggio due domande a sé, staccate dall’intervista specifica, e affiancare le loro risposte in un percorso “trasversale”.

Foto di Matteo Neppi Modona

Foto di Matteo Neppi Modona

Quale futuro si può ipotizzare nel caso di una mancata adesione internazionale ai criteri di sviluppo sostenibile?

Shiva
Se pensiamo al protocollo di Kyoto l’India e la Cina si erano autoescluse poichè lo ritenevano incompatibile con il loro sviluppo industriale. Nel 2002 hanno aderito, ma io credo, in ogni caso, che il protocollo di Kyoto debba essere ridisusso. Gli stati non lo hanno rispettato ed oggi ha perso di valore. Se vogliamo salvaguardare la biodiversità, dobbiamo abbandonare il modello di produzione industriale. [ Torna su ]

Pallante
La non adozione dei criteri di sviluppo sostenibile, o meglio ancora, di decrescita, sta già prefigurando un futuro di cambiamenti climatici da cui potrebbero risultare stravolti gli equilibri che hanno consentito lo sviluppo della specie umana. L’ecosistema terrestre troverà altri tipi di equilibri, come è già successo nelle ere geologiche passate, ma non saranno i più favorevoli alle condizioni della vita umana. [ Torna su ]

Silvestrini
Bisogna vedere quale delle due minacce arriverà prima: se il limite delle risorse fossili o l’incapacità del pianeta di metabolizzare le emissioni di CO2. Si tratta di due sfide affrontabili con una risposta congiunta, che può consentire all’umanità di andare avanti secondo un determinato modello di sviluppo. [ Torna su ]

Bardi
Onestamente è una contraddizione in termini, perché stiamo andando verso una situazione di stasi o di decrescita economica. Se intendiamo la stasi o la decrescita come l’opposto di sviluppo evidentemente non ha senso parlare di sviluppo sostenibile, se intendiamo invece lo sviluppo come umano e non materiale, allora lo si può anche avere in una società che sia materialmente statica o in decrescita. [ Torna su ]

Clò
I paesi in via di sviluppo non sono impegnati nel protocollo di Kyoto, quindi è un problema squisitamente sovranazionale. Kyoto ha disegnato una via, però sarà molto costosa e poco efficace. Credo che ancora una volta possa essere la tecnologia a toglierci dai guai, permettendo di ridurre le emissioni di gas serra rispetto agli andamenti del passato. [ Torna su ]

Vignolini
Gli effetti dello sviluppo sostenibile, di quello che sta succedendo nel mondo, sono sotto gli occhi di tutti. Bisogna cominciare a pensare di produrre da fonti rinnovabili, e bisogna pensarlo a livello mondiale. Una curiosità: in Arabia Saudita cade ogni anno, su un mq, l’equivalente di un barile di petrolio come energia, quindi il fatto di non sfruttarla è un peccato. [ Torna su ]

Zangrandi
Il cambiamento climatico è responsabilità collettiva. I grossi nodi sono il contenimento degli sprechi nei paesi industrializzati e dell’inquinamento nei paesi emergenti. Ma è molto difficile pensare di ridurre oltre un certo limite il consumo individuale di energia elettrica. L’acqua è una risorsa fondamentale su cui c’è ancora poca sensibilità. [ Torna su ]

Ronchi
Stiamo andando verso l’insostenibilità. Questo comporterà non solo l’aggravamento delle crisi ambientali globali, ma anche delle ripercussioni economiche molto pesanti. [ Torna su ]

Mercalli
Collasso. [ Torna su ]

Godio
“Sviluppo sostenibile” è già un termine ambiguo: sviluppo di cosa, e sostenibile da parte di chi? Io penso ad un futuro che si basi su una volontaria semplificazione dei nostri consumi e sul trasferimento dei nostri obiettivi verso gratificazioni di tipo ideale. Altrimenti, nel lungo periodo, il pianeta cambierà, forse anche in modo inaspettato e repentino. [ Torna su ]

Molinari
Stiamo già vivendo oramai pienamente dentro il tempo dell’esaurimento delle grandi risorse e possiamo già vedere cosa questo stia determinando: una nuova geografia delle guerre e una nuova colonizzazione del mondo. O l’umanità assume la cultura che queste risorse devono essere gestite nell’interesse collettivo dell’umanità oppure si è al bivio di un nuovo medioevo. [ Torna su ]

Petrella
L’economia diventerà sempre più un’economia di crescita dei rifiuti. Questa è la prima grande conseguenza. La seconda grande conseguenza è che le guerre per l’acqua, le guerre per l’aria, le guerre per le foreste e quelle per il petrolio diventeranno il nostro pane. [ Torna su ]

Legna
Saranno terribili. Si propone il modello di sviluppo occidentale per tutti i paesi, quando si sa che ci vorrebbero cinque o sei pianeti come la terra per avere tutti lo stesso livello di sviluppo.
Alcuni devono decrescere ed è una cosa terribile perché se non lo accettano ci saranno delle guerre. E noi pensiamo che non lo accetteranno senza catastrofi naturali. [ Torna su ]

Come potrebbe un cambiamento della gestione delle risorse nfluenzare l’esercizio del potere? E quali sarebbero le conseguenze sui diritti civili delle popolazioni?

Shiva
In India un quinto della popolazione vive in campagna e quattro quinti in città. Molto spesso la politica si concentra sulle metropoli. Un vero cambiamento sarebbe concentrarsi sulle campagne. L’urbanizzazione è fonte di numerosi problemi. Le città hanno un’impronta ecologica infinitamente più alta rispetto a quella delle campagne. C’è bisogno di più energia, più cibo, più servizi. [ Torna su ]

Pallante
Perché la specie umana abbia possibilità di futuro, il cambiamento della gestione delle risorse energetiche dovrebbe articolarsi in tre punti: la riduzione degli sprechi e delle inefficienze (che attualmente assorbono almeno i tre quarti dei consumi globali di energia); la progressiva sostituzione delle fonti fossili con fonti rinnovabili; la progressiva sostituzione di un sistema produttivo centralizzato, con un sistema produttivo a rete. Questo è l’unico modo di realizzare una reale democrazia energetica e di rispettare i diritti civili di tutti. [ Torna su ]

Silvestrini
Quanto più noi puntiamo su risorse energetiche che sono legate al territorio, più acquisiamo indipendenza, sicurezza e autonomia. La dipendenza dalle risorse fossili è un segnale: dobbiamo differenziare le fonti e eliminare le soluzioni che possono incatenarci per centinaia di anni, come il nucleare. Bisogna puntare il più possibile su una società che tratta un elevatissimo livello di efficienza energetica. [ Torna su ]

Bardi
Finchè tutta l’economia è basata su una sola risorsa, che in più è scarsa e geograficamente localizzata, evidentemente il gioco della geopolitica, che altri chiamano gestione del potere, si basa sul controllo di quella risorsa. Se la risorsa invece fosse delocalizzata e disponibile per tutti, come potrebbe essere l’energia solare, allora potremmo vivere in un mondo più tranquillo. [ Torna su ]

Clò
C’è la preoccupazione che l’energia diventi una ragione di scontro politico internazionale ancora più del passato, perché le risorse sono relativamente scarse e quindi il loro controllo è condizione pregiudiziale per lo sviluppo dell’economia. E quindi non è retorica dire che la pace è nell’interesse di tutti e non ci sarebbero vinti e vincitori, ci sarebbero solo sconfitti. [ Torna su ]

Vignolini
Produrrà dei cambiamenti enormi, che non sono facilmente valutabili. Prima ognuno si occupava di se stesso mentre adesso il problema coinvolge il resto del mondo, e ogni cosa che avviene nel campo dell’energia influenza il mondo.
Bisogna stare molto attenti perché non affrontando seriamente questi problemi noi corriamo dei rischi enormi. [ Torna su ]

Zangrandi
Amnesty e tante altre ONG monitorano le imprese che estraggono e sfruttano i combustibili. Il rispetto dei diritti umani è un criterio dichiarato di analisi delle aziende. Chi viene eliminato dagli elenchi delle aziende sostenibili subisce un forte danno di immagine e di appetibilità sul mercato internazionale degli investimenti. [ Torna su ]

Ronchi
Abbiamo istituzioni delle Nazioni Unite deboli a fronte di interessi economici molto forti e di una dinamica che ci rende tutti molto più strettamente dipendenti. Quindi c’è uno squilibrio tra la capacità democratica di governo del pianeta e le emergenze ambientali, le emergenze sociali e l’integrazione economica. [ Torna su ]

Mercalli
Potrebbe avere una grande influenza, ma non si vedono per il momento segni che questo sia un problema prioritario. Tutta la politica avrebbe una grandissima influenza; sta seguendo tutt’altra strada. [ Torna su ]

Godio
I consumi sui quali si basa l’economia di quella parte del mondo a cui noi apparteniamo sono funzionali al potere economico di breve-medio periodo, e la stessa cosa vale per la gestione delle risorse: per poterla cambiare occorre mettere in discussione proprio l’esercizio del potere. Ma questo purtroppo lo sa anche chi il potere lo sta esercitando. [ Torna su ]

Molinari
Noi siamo per la globalizzazione dei diritti, della conoscenza, della tecnologia e dell’informazione, ma non è vero che la globalizzazione della produzione di materie, di prodotti e delle merci sia oggi sostenibile. Non si può tendere a una produzione globale e produrre cose da vendere in tutto il mondo consumando le risorse locali. [ Torna su ]

Petrella
Non c’è sviluppo sostenibile se non c’è democrazia alla base, se c’è solo tecnocrazia lo sviluppo sostenibile è puramente una retorica e si ha una società dell’ineguaglianza, dove solo i potenti hanno il diritto all’esistenza mentre gli altri possono essere dei passeggeri occasionali nel campo del diritto. [ Torna su ]

Legna
Se non si arriva a un compromesso fra le domande, le necessità dei più poveri e le esigenze dei più ricchi non si avrà una democrazia vera e si avrà quello che c’è adesso, una democrazia formale che porta alla guerra. [ Torna su ]

PrintFriendlyFacebookTwitterGoogle ReaderLinkedInMySpaceDeliciousShare

Tags: , , , , , , , , ,

Commenti

Commenti Facebook