twitter facebook picasa mail feed

Incapaci di amare

IF YOU COULD SAY IT IN WORDS (USA 2008, 112’). Regia di Nicholas Gray. Con Marin Ireland, Alvi Keith, Gerry Lehane

Opera prima, vincitore al Derby City Festival 2008 (Gran Bretagna) come miglior film, If you could say it in words di Nicholas Gray è stato presentato per la prima volta nel nostro continente durante la terza edizione di cinemAutismo, la rassegna cinematografica curata dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema e dedicata alle tematiche dell’autismo e della sindrome di Asperger che si è svolta a Torino dal 31 marzo al 2 aprile.

IYCMoviePosterSmallScritto e diretto dall’esordiente Nicholas Gray, il film è incentrato sul complesso rapporto tra Sadie (Marin Ireland), aspirante attrice costretta a lavorare come segretaria per un medico di cui è anche amante, e Nelson (Alvin Keith), giovane pittore alle prese con problemi economici affetto – senza che gli sia mai stato diagnosticato – dalla sindrome di Asperger. Tale sindrome, scoperta negli anni Quaranta dal medico austriaco Hans Asperger, fa parte dello spettro autistico e presenta una persistente compromissione delle interazioni sociali, schemi di comportamento ripetitivi e stereotipati, attività e interessi molto ristretti. Caratteristiche, queste, in cui rientra il protagonista di If you could say it in words, e che Gray tratteggia finemente lasciando il tema dell’autismo intrecciato al resto del film senza farne il fulcro centrale della storia, onde evitare facili classificazioni o pietismi che una tematica del genere offre pericolosamente. Storia di relazioni e di persone, ognuna, a suo modo, incapace di amare e bloccata in una solitudine e in una condizione da cui sembra impossibile uscire: Sadie non riesce a gestire i suoi rapporti sentimentali e si ritrova con le spalle al muro, soffocata dal datore di lavoro che non riesce a rinunciare a lei e non protetta da Nelson, incapace a sua volta di affrontare l’amore e le emozioni se non tramite la pittura.

Nicholas Gray, classe 1975, si presenta, seppur all’esordio, già perfettamente capace di equilibrare movimenti di macchina e dialoghi e, se forse a volte la scelta delle musiche non è tra le più felici, gira un film maturo e consapevole, coraggioso e vicino a quel cinema di Cassavetes fatto di volti e di personaggi che fin da subito riempiono gli occhi.

Il blog di recensioni “Verifica incerta” è a cura dall’Associazione Nazionale Museo del Cinema di Torino per Il Contesto.
logo_amnc

PrintFriendlyFacebookTwitterGoogle ReaderLinkedInMySpaceDeliciousShare

Tags: , , , , , ,

Commenti

Commenti Facebook