Opera prima, vincitore al Derby City Festival 2008 (Gran Bretagna) come miglior film, If you could say it in words di Nicholas Gray è stato presentato per la prima volta nel nostro continente durante la terza edizione di cinemAutismo, la rassegna cinematografica curata dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema e dedicata alle tematiche dell’autismo e della sindrome di Asperger che si è svolta a Torino dal 31 marzo al 2 aprile.
Scritto e diretto dall’esordiente Nicholas Gray, il film è incentrato sul complesso rapporto tra Sadie (Marin Ireland), aspirante attrice costretta a lavorare come segretaria per un medico di cui è anche amante, e Nelson (Alvin Keith), giovane pittore alle prese con problemi economici affetto – senza che gli sia mai stato diagnosticato – dalla sindrome di Asperger. Tale sindrome, scoperta negli anni Quaranta dal medico austriaco Hans Asperger, fa parte dello spettro autistico e presenta una persistente compromissione delle interazioni sociali, schemi di comportamento ripetitivi e stereotipati, attività e interessi molto ristretti. Caratteristiche, queste, in cui rientra il protagonista di If you could say it in words, e che Gray tratteggia finemente lasciando il tema dell’autismo intrecciato al resto del film senza farne il fulcro centrale della storia, onde evitare facili classificazioni o pietismi che una tematica del genere offre pericolosamente. Storia di relazioni e di persone, ognuna, a suo modo, incapace di amare e bloccata in una solitudine e in una condizione da cui sembra impossibile uscire: Sadie non riesce a gestire i suoi rapporti sentimentali e si ritrova con le spalle al muro, soffocata dal datore di lavoro che non riesce a rinunciare a lei e non protetta da Nelson, incapace a sua volta di affrontare l’amore e le emozioni se non tramite la pittura.
Nicholas Gray, classe 1975, si presenta, seppur all’esordio, già perfettamente capace di equilibrare movimenti di macchina e dialoghi e, se forse a volte la scelta delle musiche non è tra le più felici, gira un film maturo e consapevole, coraggioso e vicino a quel cinema di Cassavetes fatto di volti e di personaggi che fin da subito riempiono gli occhi.
Il blog di recensioni “Verifica incerta” è a cura dall’Associazione Nazionale Museo del Cinema di Torino per Il Contesto.




