Il mio biglietto da visita: una laurea, un master, un dottorato all’estero e… in cerca di occupazione.
Come penso gran parte dei miei coetanei, legati al corso di laurea di cinque anni, il raggiungimento di quel pezzo di carta che dice “dottore” sembrava la porta ad un mondo di indipendenza economica e lavoro sicuro. L’illusione tardò poco a svanire.
Preparato il mio primo curriculum vitae cercai di trovare il lavoro che corrispondesse alla mia descrizione. Vi ricordate quel gioco da bambini in cui devi inserire diverse formine in un cubo attraverso fessure di forma diversa? Ad ogni fessura corrisponde una formina diversa, devi solo cercare la combinazione giusta. Non tardai molto a capire che nel mondo del lavoro non funziona così. Il segreto è modellare la formina, che saresti tu, finchè non si incastra in qualche fessura, il lavoro, e far finalmente parte del “cubo”. Ma anche modellando e rimodellando il mio cv sembrava non incastrarsi da nessuna parte. Rispondevo agli annunci e partecipavo ai concorsi per dottorato all università. Nulla.
Iniziai a mandare curriculum a destra e manca e a contattare di persona ricercatori per sapere se avessero qualche borsa a disposizione per la sottoscritta. La situazione non era delle più rosee. Il più delle volte le mie applications alle aziende restavano senza risposta ed elemosinare un posto all università era piu deprimente che utile. Cosi non mi restò che entrare nella schiera dei call center. Mi trovai a telefonare a sconosciuti chiedendo se volessero una tariffa telefonica piu conveniente, un’altra bottiglia di vino o, perché no, un prestito.
Trascorsero due anni e ancora sembrava che la mia laurea fosse piu inutile di un post-it già scritto. Intanto nasceva una nuova moda: il master. Ma perchè pagare solo cinque anni di tasse universitarie quando puoi ancora dare tanto? Cosi, piu presa dalla disperazione che dalla convinzione che fosse veramente necessario, mi iscrissi ad un master. E la mia indipendenza economica restava un miraggio. Ancora lezioni, esami, lezioni e ancora esami. E dopo? Trovai finalmente un lavoro: alle Pagine Gialle. Un call center d’élite dove la maggior parte degli operatori sono laureati o in procinto di concludere gli studi. Ovviamente devi seguire un corso di una settimana prima di poter far parte del team, perche all’università non ti preparano per quel tipo di lavoro.
Poi un giorno una mia amica mi inoltra una mail, “vedi se ti puo interessare”, mi dice. L’annuncio parlava di un dottorato di ricerca in UK. Anche se la mia conoscenza dell’inglese si limitava alla traduzione delle mie canzoni preferite, riuscii ad avere il posto. Ormai ero un’esperta nell’adattare la “formina” al “buco”. E anche se mi è costato tanta fatica (forse avrei fatto meglio ad ascoltare piu canzoni dei Nirvana e studiare meno biologia!) oggi ho guadagnato il mio titolo di “dottore”. Beh, speriamo questa volta vada meglio!
Questa testimonianza è stata raccolta per il numero speciale del Contesto sul lavoro, in uscita a fine giugno 2011. Hai anche tu una storia da raccontare? Qui trovi le istruzioni per contribuire con il tuo racconto.



