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Quando il potere inganna. Breve storia di una pianta utile.

Jack Herer e Mathias Brockers, Canapa, Parole di Cotone.

E’ interessante, e a tratti sconcertante, vedere come interessi privati e di piccoli gruppi, pregiudizi e falsa informazione possano arrivare a imporre regole e leggi che sul lungo periodo si rivelano dannose per la collettività. Jack Herer, attraverso i risultati di ricerche ventennali, affronta in questo libro un tema anomalo: la canapa.

Lungi dall’essere un inno al consumo della sostanza, Canapa è un lavoro ottimamente argomentato e articolato su tutti gli usi possibili di questa pianta, dalle tradizioni di impiego millenarie, e sui motivi dell’imponente accanimento legislativo nei suoi confronti. Pianta dalla quale si ricava un’ottima fibra tessile, cellulosa da carta con una resa enormemente maggiore rispetto a quella ricavata dagli alberi, biomassa per la produzione di gas naturali ancora una volta con una resa maggiore a quella di tutte le altre piante, la cannabis viene coltivata da tempo immemorabile e fino al XIX secolo i suoi derivati sono sfruttati intensivamente anche in campo farmacologico.

Dagli anni ’30 parte negli Stati Uniti una agguerrita campagna contro l’uso della canapa, viene ribattezzata dalla stampa proibizionista marijuana (termine importato dallo slang messicano) e bollata come droga dagli effetti sociali devastanti, sostanza istigatrice di violenza e causa della maggior parte dei delitti commessi in quegli anni; nel 1937 la prima legge che ne proibisce la coltivazione. Negli anni ’50 lo stesso funzionario governativo che aveva avviato la lotta vent’anni prima (H. Anslinger, direttori del Federal Bureau of Narcotics dal 1931 al 1961), rinvigorisce la sua crociata contro la marijuana ottenendo nuove restrizioni legislative; i motivi questa volta sono che la marijuana viene importata e spacciata dai comunisti perché rende chi la fuma più fiacco, e quindi allo scopo di indebolire la popolazione americana!

Esempi di questo genere illustrano i modi di una battaglia condotta dalle istituzioni contro la coltivazione di una pianta come la canapa, ma quali sono i motivi di questa battaglia? Posto che la canapa come droga ha effetti meno dannosi dell’abuso di alcool e tabacco (sempre attenendoci ai dati e alle ricerche scientifiche dell’autore) perché un tale accanimento? Per spiegare le ragioni di un secolo di proibizionismo e disinformazione in materia Herer ci apre un modo fatto di interessi economici stratosferici e intrighi di potere, tirando in ballo una “galleria” di personaggi impressionante, a cominciare da Bush padre. Tesi e accuse ambiziose e talvolta esagerate, sicuramente non false: l’autore è così sicuro della fondatezza delle sue argomentazioni che dalla prima edizione del libro ha lanciato una sfida a chiunque fosse in grado di confutare una sola delle sue tesi: in palio di 10.000 dollari. Sono passati 18 anni e il premio è ancora lì…

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