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Per fortuna è solo un film

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, di E. Petri, Italia 1970.

Un film sui limiti estremi del potere, sull’intoccabilità che dona il potere stesso, sull’irreversibilità delle condizioni di comando e prestigio da cui non si può tornare indietro, sulla cecità o piuttosto sulla consapevole omertà di coloro che gravitano attorno a questo macrocosmo ordinariamente corrotto e indistruttibile.

Volonté interpreta magistralmente la figura di un alto ufficiale della polizia di stato, un neopromosso capo della sezione politica negli anni caldi della Contestazione. Giunto al culmine del suo potere esecutivo tenta – e in qualche modo spera – di dimostrare la vulnerabilità del sistema, facendolo implodere dal suo interno. Ma invano.

Il protagonista si macchia volutamente di un delitto, e volutamente lascia palesi indizi a sottoposti e superiori, ma tutti appaiono ciechi, increduli o silenziosamente indifferenti.

Neppure la confessione servirà, le dinamiche arrivano ad un punto di non ritorno: nulla può essere cambiato.

Emblematico è il dialogo con un detenuto politico che rinfaccia con disincanto l’immutabilità dei ruoli; emblematico e agghiacciante è il surreale e disutopico sogno finale, che al risveglio si tramuta in realtà. Fortunatamente è solo un film…

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