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Organizzarsi è incominciare ad avere occhi

José Saramago, Cecità, Einaudi.

In un paese qualunque di una città qualunque, un guidatore è fermo ad un semaforo in attesa del verde, quando improvvisamente si accorge di essere diventato cieco. E’ l’inizio di un’epidemia di cecità “bianca”. Si pensava fosse nera la cecità,invece questa colpisce indiscriminatamente e all’improvviso, la sensazione è quella che un mare di latte sia entrato negli occhi, stemperando la realtà e sprofondando la società in una strana dimensione, senza direzioni o riferimenti, senza nord né sud, senza basso né alto. I ciechi vengono rinchiusi in un ex manicomio da un Governo “costretto ad esercitare energicamente quello che considera suo diritto e dovere: proteggere con tutti i mezzi la popolazione nella crisi”. Nel manicomio, abbandonati a loro stessi, i ciechi perdono ogni dignità umana, trasformandosi in animali, peggio ancora, in animali ciechi. Il mondo delle tenebre, rivela agli spiriti più attenti, molte cose sul mondo che si credeva di vedere, come l’importanza dell’organizzazione, dell’onestà, della collaborazione…gradini di una scalinata da ripercorrere per tornare a vedere e ad essere uomini. Saramago compie una grande metafora sulla notte dell’etica in cui siamo sprofondati, questa cecità bianca non è che un male dello spirito, cieco da tempo prima che lo diventassero anche gli occhi. In breve tempo, l’intera società crolla sotto il peso della cecità, i ciechi del manicomio si riversano nelle strade colme di sporcizia, di cadaveri mangiati dai cani, strade colme di uomini persi e inermi. Senza un governo, senza un’organizzazione, avanza il caos, anche il corpo è un sistema organizzato ed è vivo sino a che si mantiene tale, la morte è l’effetto di una disorganizzazione. L’organizzazione è in un certo qual modo incominciare ad avere occhi. Morale: non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere, e per arrivare dove si vuole dipende tutto da dove ci si trova.

Giorgia Boursier

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