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Perché una nuova testata

Editoriale

Decidere di scrivere un «nostro» giornale è stata una scelta difficile. Il panorama dell’informazione ci bombarda quotidianamente con una miriade di testate, a pagamento, gratuite, settoriali o popolari; ce n’è di ogni tipo, che senso ha dunque aggiungerne una nuova? E’ un dubbio che è stato alla base della decisione che abbiamo preso, eppure tutti noi della redazione abbiamo sentito l’esigenza di comunicare, e di farlo attraverso una nuova testata. Questo per differenziarci da una logica che ormai a nostro avviso domina gran parte dei mezzi di comunicazione di massa, e nella quale non ci riconosciamo: quotidiani e televisione infatti offrono sempre più un servizio di informazione basato su notizie che fanno scalpore, che hanno un grande impatto sull’attenzione del pubblico, sacrificando però in maniera sempre crescente lo spazio per l’approfondimento e l’inchiesta. (Hanno una pretesa di completezza, ma spesso non superano il grado della superficialità). Anche il pluralismo che si esplica nella presenza di numerosissimi quotidiani con orientamenti e ‘linee’ differenti non propone in realtà una grande varietà di modi di fare informazione.

CARTA MACERODetto questo noi della redazione del Contesto siamo prima di tutto pubblico, usufruiamo giornalmente dei mezzi di comunicazione di massa perché costituiscono il legame con il resto del mondo, dal più vicino al più lontano, trasmettendoci quella base indispensabile sulla quale si formano le opinioni, le idee. Proprio in quanto pubblico avvertiamo in prima persona il disagio di una informazione superficiale, il disagio di dipendere da scelte che spesso determinano il peso di una notizia in base a criteri estranei a logiche giornalistiche ‘pure’. Da queste considerazioni nasce l’idea intorno alla quale si ispirerà il nostro giornale: il Contesto è un progetto, ha come obiettivo quello di superare alcune lacune e difetti fondamentali dell’informazione mediatica, non pretendendo di colmare o correggere. Per ogni numero verrà scelto un tema, sul quale verrà proposto un approfondimento per andare a inquadrare proprio quel contesto, così determinante, e di cui spesso non si tiene conto; attraverso analisi e interviste si procederà ad un percorso che ‘entrerà’ nell’argomento scelto non per fornire una visione alternativa o più veritiera dei fatti, bensì per suggerire un metodo che aiuti a districarsi e faciliti ciascuno nell’elaborazione di una visione delle cose personale. Non vogliamo essere un’altra voce a cui si deve credere, preferiamo essere una fonte di dubbi, per poter suggerire che ci sono altre strade, altre interpretazioni possibili rispetto a quelle spesso allineate che ci impongono i media oggi.

Su queste premesse è d’obbligo la scelta di incentrare il primo numero proprio sul tema dell’informazione perché è indispensabile conoscere certe dinamiche, che regolano i meccanismi dei mezzi di comunicazione di massa, per essere un pubblico più attento e consapevole. Per sapersi difendere dagli stereotipi e dal qualunquismo di cui talvolta si fanno portatori. Le persone che abbiamo intervistato ci raccontano il mondo dell’informazione dalla prospettiva di chi la ‘produce’ o la ‘studia’, e tutte in modo o nell’altro sembrano mettere in guardia dal subire passivamente le notizie e il modo in cui ci vengono trasmesse, o omesse. Ci hanno consentito di inquadrare il contesto, a voi il giudizio.

Buona lettura.

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