Ci sono volte in cui un uomo diventa un numero.
Tutti noi lo siamo. Non sempre lo stesso: le cifre cambiano e si mescolano tra loro per essere segnate su un registro.
Henry Young era il 244. Con tre semplici cifre era identificato all’interno del carcere di Alcatraz, fortezza inviolata e inviolabile, emblema della Giustizia americana ma anche enorme e costosa struttura popolata non solo da grandi criminali. Henry era un piccolo delinquente, finito in manette per il furto di cinque dollari dalle casse di un ufficio postale ed arrivò ad Alcatraz nel 1938 poco più che ventenne. Tentò la fuga non molto tempo dopo, guadagnandosi una punizione esemplare agli occhi della stampa e del mondo intero. La chiamavano “segregazione cellulare”, un isolamento durissimo che per lui andò ben oltre i diciannove giorni previsti dalla legge.
Tre anni. Tre anni e due mesi di buio completo, di freddo, sporcizia, solitudine amara oltre che di soprusi e percosse disumane.
Tre anni che cambiarono la vita di un uomo, che lo portarono in comatose condizioni psicologiche, ad uno stato quasi primordiale, bestiale.
La luce che rivede alla fine di quel viaggio è confusa. I rumori, i passi degli altri detenuti lo disorientano, lo assordano, lo irritano. In questo stato psicologico uccide un uomo, ex compagno della passata fuga. La trasformazione é avvenuta: Henry Young diventa per tutti un mostro, un omicida.
Da quel giorno la sua vita lo unisce per sempre a quella di James Stanfield, giovanissimo avvocato alle prime armi, difensore d’ufficio di una causa persa in partenza. La storia di questo detenuto diventa da quel momento anche la storia di una grande amicizia, nata e rinforzata ogni giorno dalla necessità di appellarsi a quel sistema chiamato Giustizia perché non sfugga al controllo dei suoi stessi padri.
Questo film, tratto da una storia vera, non è solo il racconto delle sfortune di un detenuto, non solo la ricostruzione di un processo che ha segnato la storia americana, né una semplice storia di fratellanza; rappresenta il tentativo di far riflettere sugli effetti incontrollati di un sistema complesso che col tempo ha saputo creare un circolo vizioso attraverso cui gli uomini si difendono da se stessi aggredendo l’aggressore. Ci sono volte in cui anche un numero paga. Perché la Giustizia non resti solo un concetto astratto da cui partire, ma un obiettivo reale a cui aspirare e a cui giungere.
La giustizia si fa giustizia
L’isola dell’ingiustizia – Alcatraz di Marc Rocco (USA, 1994).
Tags: armi, carcere, isola, La stampa, lettere, stampa, storia



