“L’europeo di passaggio in Africa di solito ne vede solo una parte, ossia l’involucro esterno, spesso il meno interessante e forse anche il meno importante. Il suo sguardo scivola sulla superficie delle cose senza penetrare oltre, quasi incredulo che dietro ad ogni cosa possa nascondersi un segreto e che questo segreto pervada tutte le cose”. Ryszard Kapušcinski, polacco, nato nel 1932, per venti anni corrispondente dall’Africa per l’agenzia di stampa polacca, conosce invece a fondo il continente africano, i suoi infiniti percorsi, le sue innumerevoli storie, le sue insanabili fratture. Viaggiatore curioso e attento, nonché reporter lucido e competente, ci offre in Ebano una visione insolita dell’Africa; quasi un mosaico di piccoli racconti che prendendo spunto da vicende e resoconti di proprie esperienze, spazia oltre la quotidianità del presente per cercare di tratteggiare un mondo variopinto e composito assolutamente incongruente rispetto al nostro. Così, accanto a pagine di drammatica intensità sulla tragedia etnica ruandese, di cui per altro offre una spiegazione affatto scontata, o sul sanguinario colpo di stato in Nigeria del 1966, tratteggia i percorsi di alcuni personaggi comuni incontrati nel suo cammino con l’intento di offrire quasi uno spaccato, una fotografia di un’Africa nascosta e dimenticata. Un’Africa che annega nella povertà, nella malaria, nei massacri dei warlord, nella siccità, nella fame, quasi rassegnata dopo la ventata di ottimismo degli anni ’60, in cui si concluse il dramma del colonialismo; ma un Africa ancora dignitosa, ancora pervasa dalle tradizioni, dalla stregoneria, dai legami tribali, in cui il ritmo della vita è calibrato sulla circolarità delle stagioni e sulle imposizioni di una natura che poco o nulla concede all’uomo. E, quasi a commento dei pregiudizi che accompagnano l’idea occidentale dell’Africa, Kapušcinski nota: “L’Africa è un continente troppo grande per poterlo descrivere. È un oceano, un pianeta a sé stante, un cosmo vario e ricchissimo. È solo per semplificare e per pura comodità che lo chiamiamo Africa. A parte la sua denominazione geografica, in realtà l’Africa non esiste”. Non resta dunque che cercare di coglierne dei frammenti. Come quelli raccontati in Ebano.
L’Africa di Kapušcinski
Ryszard Kapušcinski, Ebano, Feltrinelli, Milano 2000.
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