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Editoriali

La sottile linea nera

1/12/2006 • In un film premiato con l’orso d’oro a Berlino nel 1999 (La sottile linea rossa), Terrence Malick descriveva le vicende di un gruppo di fucilieri americani. I soldati erano intenti a combattere contro i giapponesi per riconquistare un’isoletta del Pacifico. La seconda guerra mondiale e le vicende belliche risultavano però marginali. L’obiettivo del regista era capire quale fosse la sottile... 

Batterie scariche

26/05/2006 • Il 28 settembre 2003, a partire dalle 3 della notte, in tutte le case e le strade d’Italia è improvvisamente mancata l’energia elettrica. Un inaspettato per la maggioranza delle persone, che ha costretto tutti a soffermare l’attenzione su un aspetto della quotidianità che di solito diamo per assodato: seppur in misura differente tutti noi, nessuno escluso, facciamo affidamento ogni giorno su... 

Un problema italiano

2/03/2006 • Pensando alla mafia vengono in mente stragi, spargimenti di sangue, tanti nomi diventati tragicamente famosi, film, libri, inchieste lasciate cadere nel vuoto e paesi conosciuti solo per la loro scomoda posizione geografica. È molto complicato affrontare questo argomento per svariati motivi: si ha paura di andare a scavare in profondità in territori non propri, si ha paura di scoprire qualcosa di... 

Senza terra e senza diritti

3/09/2005 • Occuparsi della questione della terra in Brasile significa entrare in un universo di problematiche vasto e complesso, dove, per milioni di persone, le ragioni del diritto si incrociano con le esigenze di sopravvivenza e le istanze di giustizia sociale. Da un lato una moltitudine di persone estromesse dalla lavorazione della terra e allontanate dai campi, dall’altro una ristretta classe di grandi... 

Internet e carcere

13/06/2005 • Il carcere è per sua natura un luogo chiuso, e i suoi rapporti con l’esterno tendono a essere rigidi e definiti. La legislazione esistente non permette ai detenuti di utilizzare internet. Il problema è principalmente la sicurezza: di regola niente può entrare o uscire dal carcere senza il benestare della direzione, e se è possibile controllare le lettere scritte dai detenuti, non si può esercitare... 

Non solo a Bhopal

2/02/2005 • Editoriale Il 27 aprile 1986 il reattore nucleare di Chernobyl, in seguito a un errore compiuto durante un test, oltrepassa di 120 volte la sua potenza massima. La pressione derivante dall’eccesso di vapore infrange i tubi di pressione e fa saltare in aria l’intero schermo di copertura del reattore. Milioni di persone vengono esposte a livelli di radiazioni intollerabili dall’organismo; centinaia di migliaia... 

Dentro e fuori

27/04/2004 • Da sempre, delitto, vendetta, pena, espiazione e perdono sono parte ineliminabile di ogni aggregato sociale. Chi turba l’ordine sociale o danneggia un altro soggetto commettendo un torto sarà tenuto a riparare: spesso avviene con modalità diverse, dipendenti dal periodo storico e dal contesto culturale. In passato la vendetta e l’autotutela sono stati gli strumenti privilegiati di difesa volti... 

Scegliere di ricordare

18/12/2003 • Roberto Sebastian Antonio Matta Echaurren, L'uomo elettrico, 1949 Vedere il palazzo presidenziale di un paese bombardato dai caccia dell’esercito di quello stesso paese è un’immagine molto forte. Così come veder soldati che irrompono nella ‘propria’ capitale e la occupano, rivolgendosi contro il popolo che avrebbero il compito di difendere. Le immagini dell’11 settembre 1973 si stanno... 

Come costruire una geografia

2/07/2003 • Editoriale La geografia, prima che una scienza esatta, è spesso la proiezione di una visione del mondo. Il planisfero che siamo abituati a utilizzare risale ai criteri stabiliti dal fiammingo Gerard Kramer, detto Mercatore, nel Cinquecento, e ha una relazione ben precisa con il clima politico e culturale dell’epoca delle grandi scoperte. Sulla scelta del meridiano “zero”, quello di Greenwich, avvenuta... 

Gli angoli del potere

30/03/2003 • Perché parlare di politica Mettere insieme questo secondo numero è stato forse più difficile del primo. Non si trattava solo di discutere, di scrivere, di intervistare: bisognava applicare un’organizzazione che, prima, viveva solo sul piano teorico, stare attenti a correggere gli errori, a colmare le lacune, a procedere spediti. E bisognava, soprattutto, porsi come un soggetto esistente, concreto, provvisto di una sua materialità...