Interviste

Lega Nord, una questione europea

28/11/2009 • Intervista a Margarita Gomez e Michel Huysseune

Quali altre forze della destra europea sono avvicinabili alla Lega? L’opinione di due tra i massimi esperti internazionali della Lega Nord: Margarita Gomez-Reino Cachafeiro, docente di studi politici all’università spagnola Uned, e Michel Huysseune, docente alla Vrije University di Bruxelles e autore di “Modernità e secessione. Le scienze sociali e il discorso politico della Lega” (Carocci, 2004).

Guerre e sofferenze ai bordi del mondo: le ragioni di una censura inconsapevole

1/07/2003 • Intervista a Ignacio Ramonet; Parigi, 5-5-2003

Bombardata da migliaia di notizie che vogliono stupire, l’opinione pubblica contemporanea può facilmente cadere nella trappola della pretesa onniscienza. Eppure le immagini di violenza e di morte veicolate attraverso i mezzi di informazione spesso ripetono scenari arcinoti e nascondono conflitti che riguardano milioni di persone. Attraverso un dialogo con il direttore de “Le monde diplomatique” abbiamo cercato di capire perché i media nascondano molte più guerre di quante non ne svelino

Verso la fine di una tragedia: dopo vent’anni di guerra si intravede la pace

1/07/2003 • Intervista a Pierre Michaelis; Ginevra, 9-6-2003 (via e-mail)

Un conflitto sanguinoso e violento del quale i media e l’opinione pubblica occidentale non si sono mai interessati. Una guerra civile che ha contrapposto due etnie di cultura pacifica. Per saperne di più abbiamo fatto alcune domande a Pierre Michaelis, che ha trascorso tre anni in Sri Lanka in qualità di coordinatore di progetti umanitari in seno all’ambasciata Svizzera a Colombo.

La diplomazia del cannoniere. Peacekeeping e interventi internazionali nelle zone di conflitto

1/07/2003 • Intervista a Carlo Jean; Roma, 23-5-2003; (telefonica)

Gli interventi di costruzione e mantenimento della pace da parte di forze esterne sono davvero il modo migliore per risolvere le situazioni di guerra? Abbiamo chiesto a Carlo Jean, Docente alla Luiss di Roma, inviato in Bosnia Erzegovina per l’attuazione degli accordi di pace di Dayton dal 1997 al 2001, di approfondire questa problematica, partendo da una competenza al tempo stesso teorica e pratica.

“Terrorismo maoista” o “Guerra del popolo”?

1/07/2003 • Intervista a Sergio Trippodo (telefonica)

(Roma) Si deve parlare di terrorismo o di una guerra del popolo dettata da condizioni economiche disastrose? Quali sono gli interessi internazionali che si nascondono dietro ad ingenti aiuti militari? Come si articolano le dinamiche informative? Sergio Trippodo, direttore di Stringer Asia (periodico di politica estera, economia e cultura sull’India e i Paesi limitrofi), ci permette di ampliare il quadro generale sul conflitto nepalese.

I sentieri dell’informazione

1/05/2002 • Intervista a Peppino Ortoleva; Torino, 2002

La predominanza del mezzo televisivo sulla carta stampata. Le differenze a livello di mezzi e di pubblico. Le grandi agenzie di stampa come canali privilegiati del flusso di informazione; ma allo stesso tempo la possibilità di costituire spazi di inchiesta e di approfondimento che si discostino dallo standard dei grandi media. Il prof. Ortoleva ci offre un’analisi tecnica del apparato informativo in Italia, non mancando di riflettere sui legami con la politica, e su una convergenza fondamentale delle forze politiche che pone seri dubbi sulla reale volontà d’innovazione in campo televisivo…

La parola al ministro

1/05/2002 • Intervista a Maurizio Gasparri (via e-mail)

I Maggiori problemi dell’informazione italiana oggi, dalla malainformazione, al problema del pluralismo, alle polemica sulla satira e sulla censura, di cui il caso-Satyricon è l’emblema, e dal nuovo CDA RAI alla “Terza Via” in un contesto televisivo bipolare (RAI – Mediaset): questi gli argomenti trattati nell’intervista rilasciata via e-mail dal Ministro Maurizio Gasparri, la più alta carica istituzionale nel campo dell’informazione.

Un dedalo di risposte e di proposte per “risolvere” o affrontare in maniera diversa i problemi inerenti a questo settore da parte di chi, già giornalista, direttore associato de “Il secolo d’Italia” e attivista politico in diverse organizzazioni giovanili (Fronte della Gioventù e Fuan), ora riveste la carica di ministro del settore delle Comunicazioni nel Governo Berlusconi.

Didattica e opinione: il nuovo ruolo-guida della pubblicità

1/05/2002 • Intervista a Nicola Tranfaglia; Torino, 10-04-2002

Anche il mondo dell’informazione è travolto da quel vortice che risucchia la Storia imprimendole una velocità progressivamente continua. Così risulta difficile accorgersi delle novità che incidono su mezzi di comunicazione apparentemente obsoleti, ma alla continua ricerca di un rinnovamento. Chi meglio di uno storico, che si è a lungo occupato del problema dell’informazione e delle sue relazioni con l’istruzione, può dunque guidarci in un percorso che necessita i dovuti distinguo da paese a paese? È infatti anche questo il ruolo di Nicola Tranfaglia, preside della Facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Torino.

Un’anomalia del giornalismo: il modello italiano

1/05/2002 • Il giornalismo tra politica ed economia, intervista a Marco Travaglio; Milano, 12-3-2002

Attraverso un confronto con la stampa estera si è cercato di delineare un percorso di analisi dei meccanismi insiti nel giornalismo italiano e di definirne i caratteri peculiari: editori “impuri” ed editori “puri”, giornalismo d’inchiesta “prono” e “impertinente”, influenza e controllo sull’informazione da parte della politica e dell’economia, censura interna ed esterna ai giornali, linea politica e orientamento delle testate vengono a formare un quadro più o meno completo della situazione italiana.

Marco Travaglio, giornalista di Repubblica, ci offre la sua opinione di tecnico e produttore di informazione su quelle che sono le tematiche più “calde” e discusse del momento.

Professione reporter: l’esclusione del giornalista dal campo di battaglia

1/05/2002 • Intervista a Mimmo Candito

(Torino) Il mestiere del giornalista si sta evolvendo drammaticamente, le dinamiche dell’informazione stanno cambiando, lasciando sempre meno spazio a forme dirette come il reportage. Si sta giungendo ad una fase di “post-giornalismo”, sempre più caratterizzata dall’egemonia delle agenzie e dall’esclusione dell’inviato dal campo di battaglia. Ne parliamo con il dottor Mimmo Candito, da trent’anni corrispondente di guerra per “La Stampa” in tutti i maggiori conflitti, e direttore de “L’indice”, prestigiosa rivista letteraria di recensione e critica.