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Interviste

“Una scelta ineluttabile”

31/03/2004 • Intervista a Livia Turco

I Centri di permanenza temporanea e Assistenza furono creati, nel ’98, per un’esigenza di adeguamento a norme della Comunità Europea. Livia Turco, allora Ministro alla Parità sociale, porta un’importante testimonianza del punto di vista di chi politicamente è ‘responsabile’ dell’esistenza di queste strutture, difendendone la necessità e aprendosi all’autocritica sulla realtà di ciò che i CPTA sono diventati.

E i minori?

31/03/2004 • Intervista a Lucia Chiappinelli

Solo nel 1998 una sentenza della Corte Costituzionale ha escluso l’applicabilità del ricovero in Ospedali Psichiatrici Giudiziari, sia in via definitiva che in via provvisoria, per i minorenni. Dove vengono mandati i minori rei affetti da vizi mentali? Qual è l’iter giudiziario che seguono? Dove vengono ospitati e curati? Abbiamo chiesto alla Dott.ssa Lucia Chiappinelli, psicologa che lavora presso il Carcere Minorile di Roma, delineare il quadro della situazione.

Ospedali psichiatrici giudiziari: la deriva dei manicomi

31/03/2004 • Intervista a Paolo Peloso

Cosa succede ad un individuo che commette un crimine e viene al tempo stesso giudicato incapace di intendere e di volere? Esiste un carcere ad hoc per i malati di mente che commettono reati? Abbiamo cercato di fare luce su una questione lasciata troppo spesso in ombra e della quale non si parla mai; abbiamo posto semplici domande per cercare di conoscere, ancor prima di capire. Il Dott.re Paolo Peloso, psichiatra del Dipartimento di Salute Mentale della Asl 3 genovese, collaboratore psichiatrico nelle carceri genovesi e conoscitore delle realtà di alcuni Ospedali Psichiatrici Giudiziari italiani, ci ha offerto alcuni strumenti per la conoscenza di questo mondo a sé.

Tra progettualità e impotenza

31/03/2004 • Intervista a Leopoldo Grosso

Qual è la funzione del carcere minorile dal punto di vista di chi lo vive e quali sono le sue prospettive future? Lo abbiamo chiesto a Leopoldo Grosso, psicologo e vice-presidente del Gruppo Abele. Avendo lavorato per tre anni, dal 1999 al 2002, come consulente ed educatore nelle strutture del Ferrante Aporti di Torino ha avuto molteplici esperienze con la quotidianità dei giovani e giovanissimi reclusi. Ecco il nostro tentativo di capire le possibilità di contatto tra i detenuti e la società civile.

Aspettando di essere liberi. L’adolescenza tra quattro mura.

31/03/2004 • Intervista a Elena Lombardi Vallauri

La gestione di un carcere minorile deve necessariamente tener conto di dinamiche molto delicate, offrendo una realtà che sia spendibile nel momento in cui il ragazzo uscirà dal carcere. Di questa ed altre tematiche discutiamo con la dottoressa Elena Lombardi Vallauri, direttrice dell’istituto penitenziario minorile “Ferrante Aporti” di Torino.

La macchina carceraria: condizione detentiva e complessità organizzativa

31/03/2004 • Intervista a Pietro Buffa

Pietro Buffa, direttore della casa circondariale “Le Vallette”, dopo l’incarico di esperto del Tribunale di Sorveglianza dei minori (una delle due figure non togate che stanno nel collegio giudicante), decide di lavorare nell’ambito penitenziario. Ci descrive il mondo di cui è a capo e ci permette di avvicinarci alla realtà della vita detentiva, attraverso l’analisi di alcune dinamiche e di avvenimenti della giornata da carcerati.

Vicino ai detenuti [2/2]

31/03/2004 • Intervista a Anna Greco

Come si lavora in carcere a fianco dei detenuti? Come si articola l’operato dei professionisti della riabilitazione e dei volontari , due realtà così diverse, ma accomunate dai medesimi obiettivi? Lo abbiamo chiesto ad Anna Greco, psicologa e responsabile dell’area trattamento del carcere di Torino, e a Claudio Sarzotti, docente presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Torino e Presidente in Piemonte di Antigone, associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale.

Vicino ai detenuti [1/2]

31/03/2004 • Intervista a Claudio Sarzotti

Come si lavora in carcere a fianco dei detenuti? Come si articola l’operato dei professionisti della riabilitazione e dei volontari , due realtà così diverse, ma accomunate dai medesimi obiettivi? Lo abbiamo chiesto ad Anna Greco, psicologa e responsabile dell’area trattamento del carcere di Torino, e a Claudio Sarzotti, docente presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Torino e Presidente in Piemonte di Antigone, associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale.

Il sistema penitenziario tra norma e realtà

31/03/2004 • Intervista a Giancarlo Caselli e Francesco Gianfrotta

Com’è articolata l’amministrazione carceraria italiana? Quali sono le relazioni tra questo sistema ed i principi cardine su cui si poggia? Giancarlo Caselli, Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Torino e Presidente del Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria dal 1999 al 2001, e Francesco Gianfrotta, negli stessi anni direttore dell’Ufficio centrale detenuti e trattamento presso il Dap, rispondono a due voci a questi interrogativi fondamentali, permettendoci di comprendere l’entità dei problemi del nostro sistema carcerario.

Neutralizzare i “cattivi”: un’esigenza della società

31/03/2004 • Intervista ad Amedeo Cottino

Qual è la funzione del carcere? Come si struttura questa micro-società? Ed ancora, il carcere è un’istituzione atta a riabilitare o ad allontanare semplicemente i “cattivi” dalla società? Queste ed altre domande le abbiamo poste al Prof. Amedeo Cottino, sociologo che insegna presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Torino, e col quale abbiamo cercato di capire quali siano i meccanismi dell’interazione tra la “società esterna” e la “società interna”.