“Noi tutti abbiamo abbastanza forza per sopportare le disgrazie altrui” (François de Larochefoucauld)
Come costruire una geografia
I profughi sudanesi stretti nella morsa degli aiuti internazionali
Guerre e sofferenze ai bordi del mondo: le ragioni di una censura inconsapevole
Bombardata da migliaia di notizie che vogliono stupire, l’opinione pubblica contemporanea può facilmente cadere nella trappola della pretesa onniscienza. Eppure le immagini di violenza e di morte veicolate attraverso i mezzi di informazione spesso ripetono scenari arcinoti e nascondono conflitti che riguardano milioni di persone. Attraverso un dialogo con il direttore de “Le monde diplomatique” abbiamo cercato di capire perché i media nascondano molte più guerre di quante non ne svelino
Una guerra da dimenticare
Remare contro il progresso
L’arpa di Mizushima
Verso la fine di una tragedia: dopo vent’anni di guerra si intravede la pace
Un conflitto sanguinoso e violento del quale i media e l’opinione pubblica occidentale non si sono mai interessati. Una guerra civile che ha contrapposto due etnie di cultura pacifica. Per saperne di più abbiamo fatto alcune domande a Pierre Michaelis, che ha trascorso tre anni in Sri Lanka in qualità di coordinatore di progetti umanitari in seno all’ambasciata Svizzera a Colombo.
I “cittadini” tamil ed il problema della lingua
L’Africa di Kapušcinski
La diplomazia del cannoniere. Peacekeeping e interventi internazionali nelle zone di conflitto
Gli interventi di costruzione e mantenimento della pace da parte di forze esterne sono davvero il modo migliore per risolvere le situazioni di guerra? Abbiamo chiesto a Carlo Jean, Docente alla Luiss di Roma, inviato in Bosnia Erzegovina per l’attuazione degli accordi di pace di Dayton dal 1997 al 2001, di approfondire questa problematica, partendo da una competenza al tempo stesso teorica e pratica.



