“Non sempre ciò che viene dopo è progresso” (Alessandro Manzoni)
Batterie scariche
Economia all’idrogeno
Jeremy Rifkin è il profeta della rivoluzione dell’idrogeno. Sembra quasi un sogno: l’idrogeno è una sorta di benzina pulita, che quando viene bruciata nel motore di un’automobile rilascia vapore d’acqua invece di gas di scarico inquinanti. L’idrogeno immagazzina energia chimica: quando si lega con l’ossigeno libera calore e il prodotto finale è acqua che si può tranquillamente bere. È un combustibile che non rilascia anidride carbonica né altri gas dannosi per la salute. Non è difficile costruire un motore che funzioni a idrogeno, molti prototipi sono già stati realizzati negli anni passati. Rifkin evoca un futuro non lontano, in cui l’idrogeno prenderà il posto del petrolio.
Il futuro dell’energia e i saperi tradizionali
In Occidente l’idea che le risorse petrolifere sono destinate ad esaurirsi nel giro di qualche decennio comincia a destare preoccupazione. C’è chi è pronto a combattere per il controllo di queste risorse, chi sostiene di aver trovato il nucleare sicuro o di aver scoperto il potere illimitato dell’idrogeno. Secondo Vandana Shiva, esponente di spicco dell’ecologia sociale indiana, la strada giusta è invece preservare le risorse energetiche che la natura ha fornito.
O sole mio
Le risorse rinnovabili sono un settore in crescita in tutto il mondo e anche in Italia. Abbiamo sole, aria, acqua, ma potremmo fare molto di più. Edoardo Ronchi, Ministro dell’Ambiente nel governo Prodi del 1996, descrive una situazione in evoluzione ma che è ancora lontana da un vero momento di svolta.
L’Enel sostenibile: presente o futuro?
In che cosa consista il presunto “monopolio energetico” dell’Enel, quale sia l’utilizzo delle risorse rinnovabili da parte dell’azienda e quale futuro potrà avere “l’industria sostenibile” l’abbiamo chiesto a Roberto Zangrandi, responsabile dell’Area comunicazione dell’Enel. Fare luce su questioni importanti e cercare di capire quale sia l’impiego delle risorse rinnovabili da parte delle industrie italiane. Non è stato prospettato uno scenario futuro, ma sono state date delle chiavi di lettura del nostro presente energetico ed industriale italiano.
Un mondo a petrolio
Alberto Clò è docente di Economia Industriale presso l’Università di Bologna. Ministro dell’Industria durante il governo Dini è stato parte attiva nella politica italiana degli anni Novanta. Gli abbiamo chiesto cosa pensa della situazione energetica mondiale e se esiste una politica energetica che possa garantire un migliore sfruttamento delle risorse sul lungo periodo. Nelle sue risposte si intrecciano politica e necessità economiche: petrolio e gas saranno ancora il nostro futuro?
Energia, il caso Torino: un balzo in avanti
È opinione diffusa che la sfida energetica si giochi in primo luogo a livello di comuni, province e regioni. In questa prospettiva abbiamo incontrato due esperti del settore per discutere la situazione di Torino e della regione Piemonte. Secondo Luca Mercalli, climatologo, presidente della Società Meteorologica Italiana e direttore della rivista Nimbus, a guidare il cambiamento devono essere i provvedimenti legislativi (vai all’articolo). Per Giampiero Godio, responsabile del settore energia di Legambiente Piemonte, il comportamento del settore pubblico deve servire come esempio per tutti i cittadini (vai all’articolo).
L’acqua non è uguale per tutti
Abbiamo cercato di capire come si possa parlare di problemi legati all’acqua e se tutto derivi da una scarsità naturale effettiva o da una gestione iniqua delle risorse idriche. Abbiamo posto delle domande molto semplici alle quali Riccardo Petrella, autore de Il manifesto dell’Acqua, tra i fondatori del Comitato Italiano del Contratto Mondiale sull’Acqua, e ora presidente dell’Acquedotto Pugliese, ha risposto facendo luce su questioni non molto chiare.
Acqua: un diritto da pagare
Emilio Molinari, uno dei fondatori del Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull’Acqua e attuale presidente dell’organismo, ci introduce nel panorama italiano della gestione dell’acqua, della lotta alla privatizzazione e delle normative italiane ed europee che regolano la gestione dei servizi idrici.
Un piccolo passo nella direzione giusta
Il protocollo di Kyoto, accordo fondamentale per la riduzione globale delle emissioni di anidride carbonica e di gas serra, è entrato finalmente in vigore il 16 febbraio 2005. Con l’aiuto di Gianni Silvestrini, direttore del Kyoto Club, cerchiamo di analizzare meccanismi, vantaggi e ambiguità di questo traguardo fondamentale e al contempo ancora insufficiente.



