Idee e proposte per una mobilità sostenibile
Più veloci, più lenti
Domande per strada – Vivere senz’auto
La rivoluzione di Curitiba: passato e presente
Da ormai quarant’anni la città brasiliana dello stato di Paranà è un esempio di pianificazione urbana «intelligente». I fondi sono pochi e la metro non esiste, ma la città si attraversa rapidamente grazie alle grandi corsie riservate agli autobus. Ogni quartiere ha la propria biblioteca, le favelas sono poche e il traffico è molto minore rispetto a quello di San Paolo, nonostante i tre milioni di abitanti e il milione e mezzo di automobili circolanti.
Curitiba oggi, pianificazione capillare o grandi opere?
Modello di pianificazione urbana, Curitiba ha basato la propria fortuna su un sistema di razionalizzazione degli autobus che ha dato grande respiro alla città. In questa città, d’altronde, le cose sembrano cambiare più velocemente di quanto ci si aspetterebbe. L’ultima novità è una metropolitana, un progetto che ha difficoltà a mantenersi “coi piedi per terra”
Superare i limiti dell’urbanizzazione
Abbiamo incontrato Jaime Lerner, architetto e già sindaco di Curitiba, al recente convegno mondiale degli architetti a Torino. Ad oggi, afferma Lerner, il 70% delle emissioni di CO2 sono correlate all’urbanizzazione. L’approccio tecnologico non basta, a suo parere, a garantire la diminuzione dell’inquinamento: «E’ necessario ricercare combustibili alternativi, ma non è sufficiente; è necessario progettare edifici a basso consumo, ma non è sufficiente; è necessario utilizzare nuove forme di generazione dell’energia, ma ancora non è sufficiente. Nulla sarà sufficiente se non riconsideriamo il problema urbano».
Le città delle biciclette: storie di ordinaria rivoluzione metropolitana
Fino a pochi anni fa i mezzi di trasporto erano divisi in maniera netta fra pubblici e privati: treni e autobus appartenevano alla prima categoria, mentre automobili, moto e biciclette appartenevano alla seconda. Alcune città europee hanno deciso di operare una rivoluzione copernicana e hanno trasformato le bici in uno dei principali mezzi di trasporto pubblico. L’Italia, nel frattempo, è rimasta alla finestra.
I treni che non passano più
L’Argentina era, fino a cinquant’anni fa, uno dei paesi al mondo con la maggiore estensione di linee ferroviarie. Di tutto quel patrimonio oggi non sono rimaste che pochissime tratte attive, e anche queste versano in condizioni di quasi totale abbandono. Oggi, la grande maggioranza di passeggeri e merci viaggia su autobus e camion. Mentre si ragiona su un progetto di TAV, scoppiano disordini tra i viaggiatori scontenti dei ritardi e dalle disfunzioni di quello che era il più importante sistema ferroviario dell’America Latina.
L’auto vista da sud
Status symbol per alcuni, sogno impensabile per la stragrande maggioranza della popolazione, l’automobile in India ha contribuito a cambiare enormemente l’esistenza di milioni di persone e i paesaggi urbani. Viaggio nelle megalopoli indiane, tra smog, clacson e risciò, boom economico e disagi quotidiani, BMW e un’utilitaria da duemila euro, la Tata Nano
Ecopass: Milano come Londra?
Da gennaio, per entrare in auto nel centro di Milano si paga un ticket. Salutata come un atto di coraggio, accusata di essere una misura classista, il progetto copiato pari pari (o quasi) dalla capitale inglese sembra aver conseguito quei piccoli risultati che si era proposto. Sotto il Duomo, prove di road pricing per ridurre auto e inquinamento.
Da Ken Livingstone alla Moratti: la chimera del road pricing
Cristina Pronello, del dipartimento di idraulica, trasporti e infrastrutture civili del Politecnico di Torino, svela i punti deboli delle tasse di accesso ai centri cittadini, presentati dagli amministratori come soluzione a traffico e inquinamento delle aree urbane.



