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CONTESTUALI » Alessandra Voena

Archivio Articoli

Una vita per la giustizia

1/07/2003 • Ingrid Betancourt, Forse mi uccideranno domani, Sonzogno, Milano 2002. “Mi chiamo Ingrid Betancourt, sono candidata al Parlamento e credo che la corruzione sia l’equivalente politico dell’AIDS. Tenga, le regalo un preservativo, così penserà a me il giorno delle elezioni”. Con queste parole, nel gennaio 1994, una giovane donna si rivolge agli automobilisti fermi ai semafori della soffocante... 

Colombia: la guerriglia infinita

1/07/2003 • 3-7-2003

La Colombia è un paese stremato da una sanguinosa guerra civile che dura da quarant’anni e che ha causato, secondo le stime più attendibili, 300.000 morti e 2.000.0000 di sfollati. Gli interessi in gioco sono tanti e di svariata natura, le fazioni che si contrappongono eterogenee e le notizie che ci arrivano estremamente confuse.

Non solo droga nella guerra in Colombia

1/07/2003 • Intervista a Guido Piccoli; Napoli, 22-5-2003 (telefonica)

Con la guerra, la droga non c’entra. Le vere cause sono la sperequazione sociale, l’aridità della classe politica, l’abitudine di mettere in piedi milizie private. Questa l’analisi di Guido Piccoli, giornalista, che da anni si occupa della situazione Colombiana; è recente la pubblicazione di un suo libro sull’argomento.

I sentieri dell’informazione

1/05/2002 • Intervista a Peppino Ortoleva; Torino, 2002

La predominanza del mezzo televisivo sulla carta stampata. Le differenze a livello di mezzi e di pubblico. Le grandi agenzie di stampa come canali privilegiati del flusso di informazione; ma allo stesso tempo la possibilità di costituire spazi di inchiesta e di approfondimento che si discostino dallo standard dei grandi media. Il prof. Ortoleva ci offre un’analisi tecnica del apparato informativo in Italia, non mancando di riflettere sui legami con la politica, e su una convergenza fondamentale delle forze politiche che pone seri dubbi sulla reale volontà d’innovazione in campo televisivo…

Professione reporter: l’esclusione del giornalista dal campo di battaglia

1/05/2002 • Intervista a Mimmo Candito

(Torino) Il mestiere del giornalista si sta evolvendo drammaticamente, le dinamiche dell’informazione stanno cambiando, lasciando sempre meno spazio a forme dirette come il reportage. Si sta giungendo ad una fase di “post-giornalismo”, sempre più caratterizzata dall’egemonia delle agenzie e dall’esclusione dell’inviato dal campo di battaglia. Ne parliamo con il dottor Mimmo Candito, da trent’anni corrispondente di guerra per “La Stampa” in tutti i maggiori conflitti, e direttore de “L’indice”, prestigiosa rivista letteraria di recensione e critica.