twitter facebook picasa mail feed
CONTESTUALI » Francesco Candelari

Francesco è nato a Torino il 10 gennaio del 1981. Dopo aver vissuto per 19 anni all’ombra della Mole, nel 2000 ha fatto il suo primo viaggio intercontinentale, in Burkina Faso. Pensava di andare a fare il “missionario” e invece è stato “salvato” dalla solidarietà degli “indigeni”. Da allora non si è più fermato. Ha vissuto e studiato in Francia, Senegal, India e Stati Uniti. Negli ultimi due anni è stato il rappresentante dell’Istituto delle Nazioni Unite per la ricerca sul crimine e la giustizia (Unicri) al Palazzo di Vetro. Dal gennaio 2011 sarà incaricato di un programma sul dialogo interculturale come mezzo di contrasto al terrorismo presso l’ufficio Unicri di Lucca. Formatosi come giornalista nel settimanale diocesano di Torino, ha continuato a coltivare questa passione scrivendo per varie riviste nazionali e internazionali. A oggi, collabora con Il Riformista e col periodico de Il Sole 24 Ore, Terzo Settore. Oltre a Il Contesto (di cui è co-fondatore), ovviamente.

Archivio Articoli

Intervista a Silvano Girotto

18/12/2003 • Cronaca di un golpe annunciato

Ex missionario francescano, appartenente al Mir boliviano, responsabile di uno degli eventuali gruppi di resistenza cileni e pronto a far saltare un’emittente televisiva ostile a Unidad Popular, Silvano Girotto, ci guiderà in una comprensione degli eventi dal “di dentro”. Come ogni testimonianza, anche la sua sarà frutto di una visione parziale, inevitabilmente determinata dal ruolo sociale all’epoca ricoperto. Al contrario di molti testimoni, però, la sua immagine non è legata solo all’11 settembre 1973. Tuttavia, in questo racconto, l’analisi si focalizzerà, senza pregiudizi nei confronti dell’intervistato, sui giorni prossimi al colpo di stato.

Intervista a Erhard Crome

18/12/2003 • Allende, vittima del mondo bipolare

Quali furono le reazioni internazionali al colpo di stato cileno? Lo abbiamo chiesto, durante il Forum sociale europeo, a Erhard Crome, della fondazione tedesca Rosa Luxenburg, legata alla PDS e all’associazione cilena ICAL (Instituto de Ciencias Alejandro Lipschütz).

Guerre e sofferenze ai bordi del mondo: le ragioni di una censura inconsapevole

1/07/2003 • Intervista a Ignacio Ramonet; Parigi, 5-5-2003

Bombardata da migliaia di notizie che vogliono stupire, l’opinione pubblica contemporanea può facilmente cadere nella trappola della pretesa onniscienza. Eppure le immagini di violenza e di morte veicolate attraverso i mezzi di informazione spesso ripetono scenari arcinoti e nascondono conflitti che riguardano milioni di persone. Attraverso un dialogo con il direttore de “Le monde diplomatique” abbiamo cercato di capire perché i media nascondano molte più guerre di quante non ne svelino

Futuro dei conflitti e conflitti del futuro

1/07/2003 • Ignacio Ramonet, Il mondo che non vogliamo: guerre e mercati nell’era globale, Mondadori, 2003. Alla fine del XVIII secolo Kant prospettava all’umanità un avvenire verso la pace perpetua. Oggi, da poco entrati in un’epoca nuova, almeno dal punto di vista della scansione temporale, le previsioni del filosofo tedesco continuano a rimanere un miraggio. Ignacio Ramonet utilizza una serie... 

Al di là degli “assoluti”del Novecento

17/03/2003 • Marco Revelli, Oltre il Novecento: la politica, le ideologie e le insidie del lavoro, Einaudi, Torino. “Il secolo è finito”: attorno a questa frase il libro costruisce una lucida analisi di due epoche del Novecento, ma allo stesso tempo cerca di individuare le possibili vie d’uscita. Ripercorrendo i paradossi che hanno caratterizzato il ventesimo secolo, anche avvalendosi di analisi già compiute (vedi ad esempio Hobsbawm ne “Il secolo breve”), il professore piemontese ne evidenzia il carattere... 

Didattica e opinione: il nuovo ruolo-guida della pubblicità

1/05/2002 • Intervista a Nicola Tranfaglia; Torino, 10-04-2002

Anche il mondo dell’informazione è travolto da quel vortice che risucchia la Storia imprimendole una velocità progressivamente continua. Così risulta difficile accorgersi delle novità che incidono su mezzi di comunicazione apparentemente obsoleti, ma alla continua ricerca di un rinnovamento. Chi meglio di uno storico, che si è a lungo occupato del problema dell’informazione e delle sue relazioni con l’istruzione, può dunque guidarci in un percorso che necessita i dovuti distinguo da paese a paese? È infatti anche questo il ruolo di Nicola Tranfaglia, preside della Facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Torino.

Altri mondi …dei media

1/05/2002 • Intervista con Mohammed Aden Sheyk

L’immagine dei paesi africani, che amiamo di frequente considerare come un unicum, si dimena spesso in un’ambiguità pregiudiziale: da un lato, si sognano dei luoghi esotici dove si possano effettuare safari avvincenti; dall’altro, si inorridisce di fronte alla povertà, alle malattie e alle guerre che sembrano dilaniare senza pietà queste terre e i loro abitanti. Ogni immagine, se non verificata in una realtà non parziale, rischia, però, di essere veicolo per precomprensioni che non corrispondono alla verità. Per questo abbiamo provato a sciogliere alcuni dei nodi fondamentali dell’informazione, nel “Terzo mondo”, dal “Terzo mondo” e sul “Terzo mondo”. In questo ci ha aiutato Mohammed Aden Sheyk, ministro dell’informazione in Somalia negli anni ’70, sotto il governo di Siad Barre, e recente consigliere comunale a Torino.

Diritto all’informazione: bene acquisito o meta di conquista?

1/05/2002 • Analisi e prospettive da Porto Alegre e dintorni

Spunti di riflessione emergenti: un dibattito sociale sulle possibilità di una comunicazione informativa democratica.

Quando la politica incrocia la coscienza dei cittadini

17/03/2002 •

“L’Europa, continente dei valori umanistici, della Magna Carta, del Bill of Rights … della libertà, della solidarietà e soprattutto della diversità”.
Dichiarazione di Laeken sul futuro dell’Unione Europea