Articoli taggati con Afghanistan
Si vis pacem…
“Speranza da Obama? No, dall’America Latina”
È uno degli intellettuali più importanti oggi viventi, diventato famoso grazie alle sue teorie sulle scienze cognitive, è americano, ma dagli anni della guerra in Vietnam in poi non smette di far sentire la sua voce controcorrente. L’anziano professore non si smentisce neanche questa volta: dalla sua cattedra di Boston, dove siamo andati a trovarlo, demolisce speranze che ritiene senza prospettive e invita a guardare ad altre inattese speranze.
Vivere senza esercito: storie di utopie reali dal Costa Rica e dintorni
Immaginiamo un paese dove le piazze e le vie delle città non ricordano le imprese eroiche ma sanguinose di generali in battaglia, bensì i concetti più alti di convivenza civile. Questo paese non è una favola di Gianni Rodari e neppure un’utopia alla Tommaso Moro. Questo paese esiste ed è il Costa Rica.
Nati il 4 luglio
Negli Stati Uniti, i reduci dalla guerre di Corea, Vietnam, Iraq e Afghanistan sono decine di milioni. Tra Boston, Washington e Montreal, viaggio nell’America dei veterani, dai monumenti ai caduti a una visita (finita male) in un’associazione di veterani.
La fine del monopolio della violenza: quando le armi sono a disposizione di chiunque
Il 13 aprile 2004 anche l’Italia scopre che le armi, nelle guerre, non le impugnano solo gli eserciti. Quattro italiani vengono rapiti: si dice facciano parte di compagnie di sicurezza private. E’allora legittimo domandarsi quale sia la funzione di queste società e qual è la loro relazione con l’industria delle armi. Uno dei pionieri degli studi in questo campo, esperto di sicurezza nazionale alla Brookings Institution, ci ha chiarito alcuni punti oscuri.
Guerre e sofferenze ai bordi del mondo: le ragioni di una censura inconsapevole
Bombardata da migliaia di notizie che vogliono stupire, l’opinione pubblica contemporanea può facilmente cadere nella trappola della pretesa onniscienza. Eppure le immagini di violenza e di morte veicolate attraverso i mezzi di informazione spesso ripetono scenari arcinoti e nascondono conflitti che riguardano milioni di persone. Attraverso un dialogo con il direttore de “Le monde diplomatique” abbiamo cercato di capire perché i media nascondano molte più guerre di quante non ne svelino
Guerre senza etichette: uno sguardo ‘scettico’ sulla realtà dei conflitti
Come si deve pensare una guerra, come la si deve capire e conoscere per quello che realmente è e non per quello che appare o che ci viene fatto vedere. La dicotomia tra la realtà di un paese dilaniato dalla povertà e dalla violenza e l’immagine che di quel paese ci viene trasmessa attraverso i media. Ed infine quali sono le categorie di pensiero “giuste” o “più giuste” da applicare alla guerra.
Marco Buttino, docente di Storia dell’Europa Orientale all’Università di Torino, ci ha offerto spunti di riflessione sul modo di interpretare la guerra: un fenomeno molto complesso, troppo spesso etichettato come guerra etnica, di religione o terroristica.
Islam, petrolio e il Grande gioco in Asia centrale
Ahmed Rashid, Talebani, Feltrinelli, Milano.
I sentieri dell’informazione
La predominanza del mezzo televisivo sulla carta stampata. Le differenze a livello di mezzi e di pubblico. Le grandi agenzie di stampa come canali privilegiati del flusso di informazione; ma allo stesso tempo la possibilità di costituire spazi di inchiesta e di approfondimento che si discostino dallo standard dei grandi media. Il prof. Ortoleva ci offre un’analisi tecnica del apparato informativo in Italia, non mancando di riflettere sui legami con la politica, e su una convergenza fondamentale delle forze politiche che pone seri dubbi sulla reale volontà d’innovazione in campo televisivo…
Professione reporter: l’esclusione del giornalista dal campo di battaglia
(Torino) Il mestiere del giornalista si sta evolvendo drammaticamente, le dinamiche dell’informazione stanno cambiando, lasciando sempre meno spazio a forme dirette come il reportage. Si sta giungendo ad una fase di “post-giornalismo”, sempre più caratterizzata dall’egemonia delle agenzie e dall’esclusione dell’inviato dal campo di battaglia. Ne parliamo con il dottor Mimmo Candito, da trent’anni corrispondente di guerra per “La Stampa” in tutti i maggiori conflitti, e direttore de “L’indice”, prestigiosa rivista letteraria di recensione e critica.



