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Italia, multiculturale?
Sitografia
Non solo a Bhopal
Capire l’oblio
Intervista a Enrico Deaglio
Il direttore della rivista settimanale “Diario”, chiarisce, anche attraverso le sue esperienze personali di militante di Lotta Continua prima, e di giornalista dopo, le complesse interdipendenze fra informazione e politica. Dal quadro proposto emerge un’informazione orientata da una politica che, soprattutto oggi, raggiungendo il suo culmine nel momento mediatico, rischia di divenire virtuale ed in parte dipendente dai mezzi comunicativi a disposizione e quindi anche dalle risorse economiche.
Intervista a Livio Pepino
Livio Pepino, consigliere di Corte di cassazione, direttore della rivista bimestrale “Questione Giustizia” promossa da Magistratura Democratica, attraverso un’analisi dell’evoluzione del rapporto fra magistratura e politica chiarisce le cause dell’attuale conflitto fra istituzioni. A preoccupare non sono i toni volgari e l’assenza del senso dello Stato dimostrato in alcune occasioni dal Governo, ma il venir meno del concetto di rispetto delle regole, che devono essere l’unico parametro valido di riferimento per la valutazione dell’operato della magistratura.
I sentieri dell’informazione
La predominanza del mezzo televisivo sulla carta stampata. Le differenze a livello di mezzi e di pubblico. Le grandi agenzie di stampa come canali privilegiati del flusso di informazione; ma allo stesso tempo la possibilità di costituire spazi di inchiesta e di approfondimento che si discostino dallo standard dei grandi media. Il prof. Ortoleva ci offre un’analisi tecnica del apparato informativo in Italia, non mancando di riflettere sui legami con la politica, e su una convergenza fondamentale delle forze politiche che pone seri dubbi sulla reale volontà d’innovazione in campo televisivo…
Altri mondi …dei media
L’immagine dei paesi africani, che amiamo di frequente considerare come un unicum, si dimena spesso in un’ambiguità pregiudiziale: da un lato, si sognano dei luoghi esotici dove si possano effettuare safari avvincenti; dall’altro, si inorridisce di fronte alla povertà, alle malattie e alle guerre che sembrano dilaniare senza pietà queste terre e i loro abitanti. Ogni immagine, se non verificata in una realtà non parziale, rischia, però, di essere veicolo per precomprensioni che non corrispondono alla verità. Per questo abbiamo provato a sciogliere alcuni dei nodi fondamentali dell’informazione, nel “Terzo mondo”, dal “Terzo mondo” e sul “Terzo mondo”. In questo ci ha aiutato Mohammed Aden Sheyk, ministro dell’informazione in Somalia negli anni ’70, sotto il governo di Siad Barre, e recente consigliere comunale a Torino.
Professione reporter: l’esclusione del giornalista dal campo di battaglia
(Torino) Il mestiere del giornalista si sta evolvendo drammaticamente, le dinamiche dell’informazione stanno cambiando, lasciando sempre meno spazio a forme dirette come il reportage. Si sta giungendo ad una fase di “post-giornalismo”, sempre più caratterizzata dall’egemonia delle agenzie e dall’esclusione dell’inviato dal campo di battaglia. Ne parliamo con il dottor Mimmo Candito, da trent’anni corrispondente di guerra per “La Stampa” in tutti i maggiori conflitti, e direttore de “L’indice”, prestigiosa rivista letteraria di recensione e critica.
Quando il potere inganna. Breve storia di una pianta utile.
Jack Herer e Mathias Brockers, Canapa, Parole di Cotone.



