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Articoli taggati con RAI

La sottile linea nera

1/12/2006 • In un film premiato con l’orso d’oro a Berlino nel 1999 (La sottile linea rossa), Terrence Malick descriveva le vicende di un gruppo di fucilieri americani. I soldati erano intenti a combattere contro i giapponesi per riconquistare un’isoletta del Pacifico. La seconda guerra mondiale e le vicende belliche risultavano però marginali. L’obiettivo del regista era capire quale fosse la sottile... 

Senza terra e senza diritti

3/09/2005 • Occuparsi della questione della terra in Brasile significa entrare in un universo di problematiche vasto e complesso, dove, per milioni di persone, le ragioni del diritto si incrociano con le esigenze di sopravvivenza e le istanze di giustizia sociale. Da un lato una moltitudine di persone estromesse dalla lavorazione della terra e allontanate dai campi, dall’altro una ristretta classe di grandi... 

CPTA: La realtà vista dal centro

31/03/2004 • Intervista a Alberto Burgarella

Ispettore della Polizia di Stato e membro della segreteria provinciale del SILP_CGIL ci racconta cosa significhi lavorare nel Centro di Permanenza Temporanea e Assistenza di Corso Brunnelleschi a Torino.

Guerre e sofferenze ai bordi del mondo: le ragioni di una censura inconsapevole

1/07/2003 • Intervista a Ignacio Ramonet; Parigi, 5-5-2003

Bombardata da migliaia di notizie che vogliono stupire, l’opinione pubblica contemporanea può facilmente cadere nella trappola della pretesa onniscienza. Eppure le immagini di violenza e di morte veicolate attraverso i mezzi di informazione spesso ripetono scenari arcinoti e nascondono conflitti che riguardano milioni di persone. Attraverso un dialogo con il direttore de “Le monde diplomatique” abbiamo cercato di capire perché i media nascondano molte più guerre di quante non ne svelino

Verso la fine di una tragedia: dopo vent’anni di guerra si intravede la pace

1/07/2003 • Intervista a Pierre Michaelis; Ginevra, 9-6-2003 (via e-mail)

Un conflitto sanguinoso e violento del quale i media e l’opinione pubblica occidentale non si sono mai interessati. Una guerra civile che ha contrapposto due etnie di cultura pacifica. Per saperne di più abbiamo fatto alcune domande a Pierre Michaelis, che ha trascorso tre anni in Sri Lanka in qualità di coordinatore di progetti umanitari in seno all’ambasciata Svizzera a Colombo.

“Terrorismo maoista” o “Guerra del popolo”?

1/07/2003 • Intervista a Sergio Trippodo (telefonica)

(Roma) Si deve parlare di terrorismo o di una guerra del popolo dettata da condizioni economiche disastrose? Quali sono gli interessi internazionali che si nascondono dietro ad ingenti aiuti militari? Come si articolano le dinamiche informative? Sergio Trippodo, direttore di Stringer Asia (periodico di politica estera, economia e cultura sull’India e i Paesi limitrofi), ci permette di ampliare il quadro generale sul conflitto nepalese.

Una vita per la giustizia

1/07/2003 • Ingrid Betancourt, Forse mi uccideranno domani, Sonzogno, Milano 2002. “Mi chiamo Ingrid Betancourt, sono candidata al Parlamento e credo che la corruzione sia l’equivalente politico dell’AIDS. Tenga, le regalo un preservativo, così penserà a me il giorno delle elezioni”. Con queste parole, nel gennaio 1994, una giovane donna si rivolge agli automobilisti fermi ai semafori della soffocante... 

Guerra: un ciclo che non si chiude…

1/07/2003 • Prima della pioggia, [Before the rain], di Micho Manchevski, Skopje, Macedonia 1994. Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia, 1994. Film che racchiude parole, volti, fotografie, ricco di metafore e di intrecci con un dialogo essenziale, quasi inesistente. Il ritmo è scandito dalla pioggia che si scatena su macedoni e albanesi: è guerra civile. Alcuni si salvano, alcuni muoiono alla ricerca... 

Prima della pioggia

1/07/2003 •

Prima della pioggia, [Before the rain], di Micho Manchevski, Skopje, Macedonia 1994. Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia, 1994.

Nepal: “Golpe reale”

1/07/2003 • 31-8-2003

Un Nepal lacerato da un rigido assolutismo monarchico a cui si oppone una guerra del popolo nata dalla povertà e dalla fame. Accordi di pace che permettono di intravedere soluzioni soltanto precarie.