twitter facebook picasa mail feed

Articoli taggati con reporter

L’Africa di Kapušcinski

1/07/2003 • Ryszard Kapušcinski, Ebano, Feltrinelli, Milano 2000. “L’europeo di passaggio in Africa di solito ne vede solo una parte, ossia l’involucro esterno, spesso il meno interessante e forse anche il meno importante. Il suo sguardo scivola sulla superficie delle cose senza penetrare oltre, quasi incredulo che dietro ad ogni cosa possa nascondersi un segreto e che questo segreto pervada tutte le cose”. Ryszard Kapušcinski, polacco, nato... 

Guerra: un ciclo che non si chiude…

1/07/2003 • Prima della pioggia, [Before the rain], di Micho Manchevski, Skopje, Macedonia 1994. Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia, 1994. Film che racchiude parole, volti, fotografie, ricco di metafore e di intrecci con un dialogo essenziale, quasi inesistente. Il ritmo è scandito dalla pioggia che si scatena su macedoni e albanesi: è guerra civile. Alcuni si salvano, alcuni muoiono alla ricerca... 

L’Africa di Kapušcinski

1/07/2003 • Ryszard Kapušcinski, Ebano, Feltrinelli, Milano 2000. “L’europeo di passaggio in Africa di solito ne vede solo una parte, ossia l’involucro esterno, spesso il meno interessante e forse anche il meno importante. Il suo sguardo scivola sulla superficie delle cose senza penetrare oltre, quasi incredulo che dietro ad ogni cosa possa nascondersi un segreto e che questo segreto pervada... 

Urla del silenzio

1/07/2003 • Urla del silenzio [The killing fields], di R. Joffé, 1985. Fine anni settanta, la Cambogia, stato asiatico che si trova al confine con il Vietnam, in conseguenza ad un colpo di stato si ritrova sottoposta al governo degli kmer rossi, gruppo di stampo comunista che stabilisce sul paese una sorta di dittatura. L’idea era quella di costringere la gente ad un esclusivo lavoro manuale di stampo contadino,... 

Prima della pioggia

1/07/2003 •

Prima della pioggia, [Before the rain], di Micho Manchevski, Skopje, Macedonia 1994. Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia, 1994.

Professione reporter: l’esclusione del giornalista dal campo di battaglia

1/05/2002 • Intervista a Mimmo Candito

(Torino) Il mestiere del giornalista si sta evolvendo drammaticamente, le dinamiche dell’informazione stanno cambiando, lasciando sempre meno spazio a forme dirette come il reportage. Si sta giungendo ad una fase di “post-giornalismo”, sempre più caratterizzata dall’egemonia delle agenzie e dall’esclusione dell’inviato dal campo di battaglia. Ne parliamo con il dottor Mimmo Candito, da trent’anni corrispondente di guerra per “La Stampa” in tutti i maggiori conflitti, e direttore de “L’indice”, prestigiosa rivista letteraria di recensione e critica.