Ti prendo e ti porto via

Settima puntata. Leggi le altre puntate.

Lei aveva dalla sua la giustificazione della droga mentre Roby, irritato e carico di malessere, spesso sbagliò. Iniziarono i litigi con le mani, gli insulti, i tradimenti.
Roby stava cambiando drasticamente. Cominciava a perdere i propri valori, vendicava gli errori di Any, che trascurandolo lo faceva passare come l’intruso della sua vita.
Nel suo malessere, Roby la tradiva con altre donne.
Era l’inizio della fine.
Un giorno arrivai a casa di lei, la trovai con la siringa in mano, i piedi lacrimanti sangue. Per una dose si riempiva di buchi. Faceva fatica a trovare le vene.
Alla vista di quell’orrore, rimasi colpito e senza parole per almeno cinque minuti, con lei che mi osservava con il viso spento e fortemente triste nel vedermi così afflitto.Guardai ancora attorno a me, disgustato e frustrato, tornai a guardare Any e vidi una donna, una donna seduta per terra, senza parole ma con lo sguardo di chi in silenzio dice qualcosa.
Probabilmente solo allora Roby capì.
Capì che quella ragazza aspettava la morte perché la portasse via.
Provai un dolore indescrivibile e tentai di parlare con Dio. Lui non mi disse nulla verbalmente, ma io capii ciò che mi voleva dire.
Decisi così che era il momento che io la portassi via da quel posto maledetto, verso l’abitazione di mio padre a Napoli, dove Roby, durante gli anni più bui, aveva trovato il modo di ripulirsi dalla droga, tantissimi anni prima.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.