Il sogno/4

46. puntata. Leggi le altre puntate.

Nessun indizio portò loro ad avere con chiarezza tra le persone che conobbero Any e Roby. Tranne una ragazza.
Roby non era a Torino, si trovava per lavoro a Bologna, ma tornando a Torino per ritirare documenti venne fermato da una pattuglia di carabinieri, mandati dal fratello di Any.
Roby, accompagnato in caserma, vide il padre e il fratello di Any, entrambi con gli occhi lucidi di chi aveva appena pianto.
Il padre di Any si avvicinò a Roby e gli disse: c’è stato un giorno che volevo farti del male, ma sapevo che nonostante fossi solo un avanzo di galera, amavi mia figlia. Adesso ti chiedo questo: se ancora ami mia figlia, anche se ormai la tua vita è diversa e stai bene con un’altra donna, ti chiedo di aiutarmi a trovarla. Perché Any è stata rapita dall’uomo che l’ha infettata con violenza.
Roby ebbe una reazione impulsiva e senza dire dove andasse dileguò il suo corpo dall’ufficio, aggiungendo solo: farò di tutto per portarti tua figlia sana e salva, fosse l’ultima cosa della mia vita.
Ma Any era una furba e non certo vittima di nessuno. Riuscì a scappare e andò in una zona nei pressi del fiume Po.
L’uomo la trovò nuovamente e, costringendola con la forza a salire sull’auto, ci fu una collutazione. Any gridò: se di tutto questo verrà a conoscenza Roby, sei un uomo morto!
Lui rispose: non ho paura del tuo ex, anzi, lo aspetto con una sorpresa. Comunque, Any riuscì a dileguarsi e tornò in zona dove tutti lo conoscevano. Lì nessuno poteva azzardarsi a un gesto crimin oso come un sequestro. Si nascose all’interno del bar, protetta dal padrone.
L’uomo conosceva quel bar, e si presentò con tanta serenità.
Fu il suo sbaglio.

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