Nostalgia

Il rintoccho dell’orologio scandisce l’ora del pranzo,
un piatto vuoto davanti al davanzale,
due mani tese fuori dala grata accolgono una misera razione di un nutrimento povero,
ma il corpo ha fame, lo spirito ha sete,
il freddo irrompe sempre più pungente,
lasciando che le ossa stridano accarezzate dall’artrite.
Palpita l’ignaro cuore,
riscaldato da echeggianti parole giunte da lontano,
tra di esse posso intravvedere i tuoi capelli lunghi e neri,
mossi dal veloce galoppo di un cavallo bianco come la neve.
E te che mi guardi da lontano fiera e raggiante
mi saluti con lo sguardo pieno di amore,
e di nuovo fa freddo,
di nuovo il gelo si riaffaccia a cancellare quel caldo ricordo

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