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  1. Buon giorno Francesco,
    abbiamo ascoltato attentamente la sua poesia: ma che bella! Una poesia pensierosa, come l’ha definita la signora Assunta, e triste perché sembra ricordi una persona defunta a Lei cara.
    Il Signor Bebbe Le invia il testo di una celebre romanza scritta nel 1904 da Ruggero Leoncavallo per Enrico Caruso che parla dell’aurora.

    MATTINATA
    L’Aurora, di bianco vestita,
    Già l’uscio dischiude al gran sol,
    Di già con le rose sue dita
    Carezza de’ fiori lo stuol!
    Commosso da un fremito arcano
    Intorno il creato già par,
    E tu non ti desti, ed invano
    Mi sto qui dolente a cantar:
    Metti anche tu la veste bianca
    e schiudi l’uscio al tuo cantor!
    Ove non sei la luce manca,
    Ove tu sei nasce l’amor! etc.

    Il signor Riccardo ha raccontato che per la festa della Consolata, durante la Santa Messa, la corale ha intonato un inno alla Madonna intitolata: “Dell’Aurora Tu sorgi più bella.”
    Le invia la prima strofa e il ritornello della canzone:

    Dell’aurora Tu sorgi più bella

    Dell’aurora tu sorgi più bella,
    coi tuoi raggi a far lieta la terra,
    e fra gli astri che il cielo rinserra,
    non v’è stella più bella di te.

    Rit.: Bella tu sei qual sole,
    bianca più della luna,
    e le stelle, le più belle,
    non son belle al par di te. (bis)

    Saluti da tutti gli Ospiti della Casa di Riposo Trisoglio.

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