In risposta agli ultimi scritti degli studenti dell’Istituto Superiore Bosso-Monti

In risposta agli ultimi scritti degli studenti dell'Istituto Superiore Bosso-Monti

Avrei voluto avere la possibilità di incontrarvi.

La mia curiosità di vedere i vostri volti, di cercare nei vostri volti, di associare una voce a ciò che ho letto e che non sempre mi è piaciuto; a volte mi ha stupito e in un paio di occasioni preoccupato.

Il carcere non è uno zoo comunale dove voler (cito testualmente) “conoscere i carcerati dal vivo” anche se per certi versi può sembrarlo; anche scrivere “le persone” detenute, mettendo “le persone” tra virgolette non mi sembra molto corretto.

Io sono certo di non essere una persona “tra virgolette”, ed il leggerlo in realtà non mi offende affatto.

Sorrido cercando di immaginare un viso ed una voce a queste parole, fantasticando sulla riflessione profonda che ha generato queste espressioni così…..estrose?!

Come ho già scritto in precedenza, sono curioso e mi piacerebbe parlare con ciascuno di voi, non delle domande che ci avete posto, bensì di tutte quelle domande che non avete voluto o pensato di poter fare, ma che sento essere celate tra le righe.

Spero che mi scuserete se ho volutamente lanciato questa provocazione.

Avrei potuto essere più crudo di così, o più morbido, ma non è importante…..

Sono fortemente convinto che la voglia di conoscere ciò che non sappiamo ci renda liberi di crearci un pensiero che, quantomeno è il nostro e non ciò che altri vogliono che pensiamo riguarda una data cosa, si chiami carcere o in qualunque altro modo. Questa secondo me è la cosa importante. Rendetevi liberi di costruirvi un’opinione senza essere stereotipati in un clichè, sia a favore che contro…….poco importa se sentenziate duramente e senza appello, l’importante è che sia il prodotto di un ragionamento che è il vostro e che vi sia chiaro l’argomento che state trattando.

Chiedete di visitare questo posto per confrontare “l’idea” di condanna con la “realtà” della pena; chiedete e cercate un confronto con chi è rinchiuso qui, senza pregiudizi, per rendervi conto che le foto sui giornali,le parole degli articolai, in realtà sono persone che hanno storie più o meno tristi, a volte sono divertenti, in certe occasioni tragicomiche.

Quasi sempre queste storie sono uguali a quelle di tanti altri che qui non ci sono mai finiti: risate, lacrime, sacrifici. Così invito ognuno di voi: …. a riflettere!

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.