L’intensa esperienza del laboratorio con la 5°d

È giunto il momento di varcare quella soglia, è giunto il momento dell’incontro e oggi con la 5°d dell’Istituto di Istruzione Superiore “Bosso Monti” ne abbiamo parlato molto. È un anno che aspettano questo momento, è un anno che parliamo di carcere, litighiamo e piangiamo, un anno in cui purtroppo qualcuno si è perso per strada e qualcun’altro si è aggiunto a questa bellissima classe.

Oggi non c’era bisogno della nostra presenza in classe: siamo rimaste la maggior parte del tempo mute, a osservare l’energia con cui tutte si scambiavano opinioni, e sentivano il bisogno di dire la propria, quel bisogno che senti nelle viscere, ti coglie allo stomaco e ti sale dentro, è una questione di vita o di morte – se non parlo sto male, me lo sento nella pelle, perché è troppo importante,  perché a questa età parlare ed essere ascoltati è veramente troppo importante, perché a questa età si è veramente vivi e si lotta per ciò che si crede.

Chi ha parlato con lo stomaco e chi con la testa”, chi immagina “un mix di emozioni che gli faranno riflettere sul senso della libertà”, chi ha già vissuto qualcosa di simile e ripercorre quei momenti che gli hanno segnato la vita, e “chi parla con la testa” per paura di scoprire cosa c’è li dentro, cosa c’è dentro ognuno di noi; ma con quella curiosità che lo spinge a chiedere e con quella strana adrenalina che “sente tangibile nello stare vicino a chi ha commesso un reato”.

Poi ci sono i silenzi, quelli di chi non è d’accordo, quelli di “chi butterebbe la chiave”, che purtroppo non se la sono sentita di esprimersi a gran voce e a cui diciamo che verranno accolti come tutti gli altri pensieri, perché ogni pensiero in quanto proprio vale la pena di essere espresso, ragionato, elaborato per sollevare quelle contraddizioni che esistono in tutti noi. Le sensazioni più frequenti sono ansia, paura, angoscia, rabbia; il paragone più gettonato è lo zoo: l’inaccettabile condizione dei detenuti come animali in gabbia.

In fin dei conti erano tutte d’accordo e sono arrivate tutte alla soluzione da sole, a quel punto d’incontro, difficile da raggiungere, a quell’incontro tra corpo e mente, quell’incontro che si concretizzerà lunedì e su cui ci sono molte aspettative, quell’incontro che si è trovato nel contestualizzare il tutto nell’”Italia della crisi”, nel mettere da parte i nemici pubblici numero 1 e rendersi conto che non esistono né vincitori né vinti, ma solo una “democrazia di carta” all’interno della quale bisogna problematizzare insieme per conoscere il problema alla radice, e se sradichiamo la radice diamo voce a chi oggi non ce l’ha.

La redazione


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