Cristian, detenuto presso il carcere di Torino, parla di condizioni detentive e di speranza

La speranza è l’ultima a morire

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Tanto per iniziare vi cito dalla Costituzione Italiana questi articoli:

Articolo 1: L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.

Articolo 4: La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Inoltre, riassumo dall’Art.35 all’Art.41:

parla di tutela di lavoro in tutte le sue forme, di retribuzione proporzionale alle quantità e qualità di lavoro prestato, di garanzia ad assicurare a se stessi e alle proprie famiglie un’esistenza libera e dignitosa, sancisce pari opportunità e diritti alle donne, diritti in caso di malattia, invalidità, ecc…

Quante belle parole ha la nostra Costituzione.

Peccato che oggi in Italia ci sia la crisi e che questa maledetta crisi duri da un bel po’ di anni ormai: non c’è lavoro, i giovani laureati emigrano, il ceto medio non esiste più, i lavori umili li fanno gli extra-comunitari a due euro l’ora e possibilmente “in nero”, a quarant’anni si hanno ancora stipendi da mille euro e l’affitto di un’abitazione di quaranta metri quadri costa almeno cinquecento euro in città, i pensionati rovistano nell’immondizia poiché non possono fare la spesa e per quanto una persona con retribuzione media lavori onestamente, non riesce a far fronte alle spese necessarie alla sopravvivenza. Non ci sono lussi, non ci sono vacanze, non ci sono margini per attività extra-lavorative, non ci sono speranze per aiutare i nostri anziani genitori ed è sempre più difficile realizzare i sogni dei nostri figli. In Italia trovi lavoro solo se conosci qualcuno che ti raccomanda, non ci sono concorsi pubblici e se ci sono partecipano migliaia di persone per pochissimi posti; se sei troppo qualificato e hai esperienza costi troppo, e se sei giovane e inesperto non servi. Per non parlare se perdi il lavoro: come ti ricollochi?

Quindi, come potete ben capire, qui c’è qualcosa che non va…

Eppure chi è in carcere come me non si è di certo arricchito, ve lo posso garantire. È vero, in carcere ci sono tanti “ex-criminali”, me compreso, ma vi posso assicurare che ci sono anche tanti, tantissimi, “poveracci”, che sono stati travolti da questa crisi e pagano profumatamente i loro errori, al contrario dei grandi evasori fiscali che hanno i conti alle Cayman!

Quelli non si sa dove siano, e mentre i poveri diventano sempre più poveri, loro se la spassano nei vari paradisi terrestri, diventando sempre più ricchi e ingordi, e i nostri lavoratori che non arrivano a fine mese e sono quasi costretti a non pagare le tasse, sono tutti ingiustamente perseguitati da Equitalia: che schifo, vero?

E anche qui c’è qualcosa che non va!

Come vedete parlare di legalità dov’è possibile non è complicato e capirete che il filo che divide legalità e illegalità è diventato veramente sottile, oserei dire invisibile. La scelta della legalità non dovrebbe essere un lusso per pochi, ma dovrebbe essere realizzabile per tutti, sempre e comunque.

L’illegalità quindi nasce dove lo Stato non è garante di trasparenza. Siamo uno Stato cattolico e sappiamo che, fra i dieci comandamenti, il settimo dice: non rubare, eppure anche tra i più religiosi per interesse non si conosce onestà. Seppure si possa comprendere, ma non giustificare, l’illegalità distrugge ogni principio di diritto.

Secondo me la soluzione potrebbe essere quella di educare alla legalità, fornendo gli strumenti adeguati e concreti, affinché di legalità si possa e si debba vivere e non sopravvivere.

Il confine può essere una staccionata o un invalicabile muro di cemento armato “come il mio”, un piccolo dosso o una montagna, un ruscello o l’oceano, ma è sempre e solo attraverso la legalità che tutti questi confini possono non essere più tali…

Cristian

 

Comments 2

  1. Ciao caro christian, sono daccordo con te su tutto quello che hai scritto, pero penso che in questo mondo e visto che stiamo parlando dell’italia in questo paese, se volessimo seguire chi sta bene e chi ha tanti soldi staremmo tutti quanti in prigione.
    Ognuno ha le sue idee i suoi limiti e la sua strada , chi con piu difficoltà e chi senza nemmeno mezza difficoltà, io non mi alzo ogni mattina alle 6 pensando che tanto vado a scuola per niente perche tanto non mi prenderanno all’universita perche tanto non ce lavoro.
    Io vado a scuola tutte le mattine pensando che sono diversa , pensando che ognuno ha la sua fortuna e io ho la mia che magari la buona sorte dopo tutti i miei sacrifici fatti mi ripagherà e se non sara qui sara all’estero, non m’importa bisogna andare per la propria strada comportarsi bene anche se chi non lo fa magari è messo meglio di noi.
    Prima o poi anche il soggetto avrà la sua ricompensa e noi avremo la nostra.

  2. Ciao caro christian, sono daccordo con te su tutto quello che hai scritto, pero penso che in questo mondo e visto che stiamo parlando dell’italia in questo paese, se volessimo seguire chi sta bene e chi ha tanti soldi staremmo tutti quanti in prigione.
    Ognuno ha le sue idee i suoi limiti e la sua strada , chi con piu difficoltà e chi senza nemmeno mezza difficoltà, io non mi alzo ogni mattina alle 6 pensando che tanto vado a scuola per niente perche tanto non mi prenderanno all’universita perche tanto non ce lavoro.
    Io vado a scuola tutte le mattine pensando che sono diversa , pensando che ognuno ha la sua fortuna e io ho la mia che magari la buona sorte dopo tutti i miei sacrifici fatti mi ripagherà e se non sara qui sara all’estero, non m’importa bisogna andare per la propria strada comportarsi bene anche se chi non lo fa magari è messo meglio di noi.
    Prima o poi anche il soggetto avrà la sua ricompensa e noi avremo la nostra.

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