Le impressioni dei detenuti sugli incontri nel carcere di Torino con le scuole, organizzati da Dentro e Fuori Blog

Le impressioni di Davide dopo l’incontro con le scuole

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Ciao ragazze,

sono Davide! Non so quanto abbiate capito di tutto ciò che è stato detto qui in carcere. Penso vi sarà sembrato strano sentire dei “rei” chiedere che vengano applicati i propri diritti (misure alternative, reinserimento sociale, adeguate misure sanitarie). Ma la legge deve essere uguale per tutti, e se è vero che la devo rispettare io è anche vero che le istituzioni dello Stato sono chiamate ad essere d’esempio.

Non è corretto che si vari una legge e che poi ti dicano che non ci sono i fondi per fare le strutture affinché venga applicata. È vergognoso, lo Stato si comporta così sempre con le fasce sociali più deboli (guarda pensioni minime di 420€ e di invalidità di 290€) e ci da l’elemosina. Sono ormai lontani i tempi del dopoguerra, della sofferenza di tutti gli strati sociali, della voglia di ricostruire un mondo migliore, fondato sui diritti e sulla libertà.

Oggi, non in questa giornata, ma nella nostra epoca, nei nostri anni, sì è legiferato che il carcere non è più “punitivo” (quindi una vendetta della società per chi non rispetta le leggi) ma rieducativo: dovrebbe restituire alla società un uomo cambiato e consapevole che Libertà non è fare ciò che si vuole, ma responsabilità e cura, attenzione verso se stessi e tutto il mondo che ti circonda. Ma se già fuori vince la regola di chi più ha più vale… Il povero si sentirà in diritto di dire (conoscendo poi le leggi): queste leggi le avete fatte voi, a me non avete chiesto niente, non avete rispettato più della metà della popolazione per la quale la vita e il rispetto delle persone valgono molto, molto di più della difesa del “patrimonio”.

Ad esempio io per rapine in banca senza un ferito, senza un’arma da fuoco, 24 anni e 7 mesi, altri, qui per omicidio 14 anni, 16 anni, 20 anni. Quando mi hanno arrestato nel 2011 Kabobo con un piccone, a Milano, ha ammazzato 3 persone che non gli avevano fatto niente… pena: anni 20. Quello che ha rovinato con l’acido la ragazza di Rimini: anni 8. Questo è il peso, il rispetto della vita, il risultato della “discrezionalità dei Magistrati”, di leggi troppo “standardizzate” e non attente a come metti in atto un reato, ma al reato stesso. Non fa nulla che io prenda, da sempre, solo i soldi che mi servono, senza torcere un capello a nessuno. Io sono più pericoloso di chi uccide o massacra vecchietti e donne per pochi euro: questo per un’altra legge stupida e anticostituzionale che è la recidiva specifica (art.99 e vari commi), che oltre a comminarti altri anni di casa-lavoro e sorveglianza speciale dopo il fine pena, ti chiude in una gabbia da cui non riesci più a venire fuori. Altro che reinserimento, carcere riabilitativo e un sacco di altre chiacchiere. Lo Stato italiano difende chi ha il patrimonio, gli altri si possono – gentilmente – solamente inguaiare ogni giorno un po’ di più la vita.

Davide

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