Albert, detenuto al polo universitario presso il carcere di torino, parla della fine della civiltà: il maltrattamento delle donne

La falsa civiltà del XXI Secolo

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Ci troviamo nel XXI secolo, momento in cui l’essere umano sta esplorando l’universo per cercare altre forme di vita fino ad arrivare fra qualche anno anche su Marte. La tecnologia ha fatto passi da gigante: con un semplice click possiamo collegarci con un’altra persona a distanza di migliaia di chilometri lontano da noi. L’umanità nell’ultimo secolo si è evoluta in modo esponenziale, cercando di migliorare le proprie condizioni di vita, puntando – anche se delle volte con degli effetti opposti – alla pace nel mondo.

Ma tutto ciò è inutile perché l’essere umano non ha imparato a preservare e a rispettare la creatura più bella del mondo, quella che ogni giorno compie il “Miracolo della vita”: il parto. Chiaramente mi sto riferendo all’universo femminile. Dietro tutta questa evoluzione e tutto questo bene, si nasconde una terrificante “silenziosa guerra” che non si svolge sui campi di battaglia, ma all’interno di apparenti mura domestiche. Se vediamo i dati sugli omicidi delle donne, possiamo dedurre che si tratta di una guerra “invisibile” spesso combattuta dalla persona che più di tutti dovrebbe accudirla e proteggerla e che invece si trasforma in carnefice. Mi domando l’utilità nel cercare forme di vita in altri pianeti, quando non siamo in grado di preservare la vita delle persone che sono nel nostro pianeta, soprattutto quelle a cui vogliamo più bene, ovvero mogli, madri, sorelle…

Albert

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