Michele, detenuto presso il polo universitario del carcere di torino, racconta gli incontri con le scuole

Michele racconta l’incontro con le scuole

[siteorigin_widget class=”SiteOrigin_Widget_Image_Widget”][/siteorigin_widget]
Incontrare all’interno di una struttura penitenziaria persone che nulla hanno a che fare con questa realtà è sempre motivo di supporto affinché tutto possa contribuire a scalfire quel muro virtuale che ci tiene lontano dal mondo esterno, dalla normalità della vita. Essendo padre di due meravigliosi figli che hanno completato la ragion d’essere della mia esistenza, Quando vedi che i ragazzi, studenti, giovani in generale, ti fanno Rivivere quei momenti insostituibili che vorresti riavere in ogni momento della tua giornata, allora ecco che ripeteresti molto spesso questi incontri influenti senz’altro e supportanti. Purtroppo però l’incontro tenutosi il giorno 24 febbraio ha dimostrato ancora una volta che di strada bisogna farne ancora tanta, affinché le controparti entrino realmente in un rapporto di quasi ‘normalità’ e che attraverso quella che viene definita rieducazione e reinserimento le istituzioni preposte auspicano di ottenere nei confronti di detenuti quali noi continuiamo ad essere. È il risultato allora dimostra, che quel muro virtuale, è spesso difficile scalfirlo, dal momento che i buoni e i cattivi, i normali e i detenuti, continuano ad essere volutamente separati, gli uni da una parte, gli altri dall’altra. Peccato!

Michele

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.