Mustafà, detenuto del carcere di Torino, racconta la sua esperienza di reinserimento

Il racconto di Mustafà sul reinserimento

Mustafà, detenuto del carcere di Torino, racconta la sua esperienza di reinserimento

Sono Mustafà H. e questa è una cosa che mi è capitata qualche anno fa, ho parlato con una psicologa del carcere dicendogli che avevo una pena lunga 7 anni e lei mi ha consigliato un periodo di comunità. io gli dissi che avevo già avuto un colloquio con la mia dottoressa del mio Sert, passato un certo periodo feci un colloquio con questa psicologa che mi disse di aver già sentito la mia dottoressa del Sert dicendomi che tale dottoressa era arrabbiata con me. il motivo per cui è arrabbiata si riferiva al passato per il fatto che riteneva che in comunità io non ci volevo andare, quando invece io mi presentai e in quel giorno non potevo fare un colloquio perché gli educatori avevano l’équipe e non avrebbero potuto ricevermi. Io tornai al mio Sert spiegando l’accaduto alla dottoressa e lei mi fissò un altro colloquio che doveva avvenire lunedì, il problema fu che mi arrestarono di domenica. Io ritengo che la psicologa del carcere non abbia nemmeno sentito la mia dottoressa e che a lei convenga tenermi qui, mi disse inoltre che per avere contatti con il mio Sert esterno avrei dovuto fare riferimento all’assistente sociale del carcere. da qui ho capito in pieno che tale psicologa se ne stava lavando le mani portandomi inoltre a perdere la fiducia in lei e nelle istituzioni. Nel frattempo passa un anno buono quando il giorno di Natale organizzata la festa della sezione con educatori, dottori, volontari e ovviamente detenuti del centro clinico la psicologa viene da me e mi disse che io gli avevo fatto un bel regalo perché feci la pace con lei e capii che aveva sbagliato con me e che non si gioca con la libertà delle persone.

Mustafà H

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