Davide, detenuto presso Prometeo, risponde a due studentesse dei nostri laboratori

Una risposta di Davide a Martina e Fatima

Davide, detenuto presso Prometeo, risponde a due studentesse dei nostri laboratori

Ciao Martina, ciao Fatima, e un saluto a tutte le ragazze che sono venute a trovarci.

Volevo ancora dire qualcosa che forse non ho avuto modo di spiegare quando eravate qui: esiste un’incongruenza davvero grande in Italia tra il dire e il fare, tra il legiferare e il mettere in atto… E credetemi, non dovrebbe essere così, come fanno ora prendono in giro tutto il popolo italiano, cioè: LE COMPETENZE.

Mi spiego meglio, in questi giorni è in esame una legge che permette al “reo” di non entrare in carcere sotto i quattro anni e di uscire con un residuo pena di quattro anni (come, non è ancora chiaro), e insieme a questa (che francamente capisco poco) hanno legiferato per le “misure alternative”, cioè comunità, affidamenti sul territorio, semilibertà, ecc.

Ora… ma tutte queste leggi già ci sono!! Solo che sono state boicottate dal sistema  competenze, ossia con i tagli alle finanze hanno diminuito i SERD e così anche il personale, così come scarseggiano educatori e psicologi.

Quindi vi dico, sino a che non saremo governati da persone serie, e non questi truffaldini che da una parte fanno le leggi e dall’altra non danno i mezzi per applicarle, scusate… Ma chi pensano di prendere in giro? Le stesse schifate le fanno gli stessi enti come l’INPS che danno pensioni irrisorie e in più, e questo è il mio caso, mentre in meridione ci sono medici compiacenti che forniscono certificati di invalidità a chi invalido non è, altre persone, che come me hanno due, tre o anche più patologie degenerative e incurabili, al nord non hanno il modo o la maniera per avere un euro, e tutto il sistema è complice. Mi spiego meglio: faccio la prima domanda nel 2006 (dopo vent’anni dal riscontro di patologie inguaribili), avevo già avuto vari ricoveri, mi avevano già portato via la patente, e i ricoveri erano stati in vari ospedali della Lombardia. Ho chiesto all’ASL di recuperarmi i referti… macché! Mai, e dico mai che mettano il sistema pubblico a disposizione degli utenti. Niente, mi danno solo il 50% perché mancavano i referti. 2009, in carcere a Torino mi danno il 75% a mia insaputa, sono certo però di avere dato, come di solito faccio quando non ho una casa certa, l’indirizzo di mio fratello. Cosa hanno fatto? Hanno mandato le pratiche in una comunità in cui ero stato due anni prima. Sapete, in carcere quando non si sa dove mandare la posta la si manda all’avvocato di fiducia di chi non si trova. Quindi altra truffa. Ora, per l’ennesima volta, altra schifata: l’INPS sulla pratica mette una clausola che dice: “Se entro 30 giorni dalla ricezione non vengono mandati i dati all’INPS, la domanda è da ritenersi nulla”. Ora, con i tempi di qui ci sono voluti cinque mesi per farmi il libretto postale, un mese e mezzo per averne copia, e poi l’incapace che sbriga le pratiche, invece di ascoltarmi fa di testa sua e non manda i dati entro i 30 giorni e non si ricorda neanche che dopo due mesi mi ha detto: “Quando arriva il libretto mando i dati, è una stronzata quella dei trenta giorni”, salvo ora tornare sui suoi passi…

Questa è la realtà!

Triste, vero? E fa pure schifo, quindi quando lavorerete per un’istituzione dello Stato non dimenticatevi che lavorate per i cittadini, e nel nostro caso cittadini di un quartiere che si chiama Lorusso e Cutugno, che come il resto della città è sotto le leggi italiane. Per cui ragazze, siamo rovinati se non ci metterete del vostro.

Grazie ancora per la vostra presenza e il vostro interesse. È stato bello conoscervi.

Un abbraccio a tutte voi.

Davide

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