Davide si rivolge agli studenti dei laboratori scolastici dopo l’ultimo incontro

Ragazze, sono Davide.

Comincio scusandomi con la signora educatrice che vi accompagnava non vorrei che si fosse sentita attaccata da me non è così, mi sono sentito a disagio per lei, ad un “sex offender”, io per tutta la durata della pena, vieterei proprio, in maniera più assoluta il contatto con le donne, se non hai rispetto per il mondo femminile, e magari lo aggredisci e lo malmeni, scusate, ma trovo opportuno che tu non goda più del privilegio, Sì perché è un privilegio in galera poter avere contatti con una donna, e se e quando li hai portatelo nel cuore quel momento, è un momento di ritrovata libertà e di dolcezza. Noi, che abbiamo toccato il carcere negli anni ’80 lo sappiamo (all’epoca non c’erano donne assolutamente, niente educatrici, né infermiere né dottoresse) gli infermieri erano appuntati, quindi in divisa con un camice bianco. Come secondo me è importante capire che non siamo tutti uguali, né tutti i fratelli. Mi spiego meglio: io non sono meglio di nessuno, neanche peggio, semplicemente ognuno di noi è diverso da un altro e questa diversità è importante. Non ragionare per gruppi o per razze è importante, tanto importante. Devo fare un ragionamento intelligentemente “critico” sulle persone che ti circondano, su quanto sono attenti a quanto succede accanto a loro e che posizione prendono l’agito che hanno in diverse situazioni, questo ti permette di poterti creare un’opinione reale sul tuo prossimo. Ho tre nipotini adolescenti e sono preoccupato, semplicemente perché sono qui al solito lontano quando la mia famiglia potrebbe avere bisogno anche della mia presenza… quello della lontananza dagli affetti è la peggiore tra le punizioni (perché di questo è fatto il carcere) Ora sto cercando di poter andare in permesso (è più di un anno che mi spetta, sono nei termini) ma se pensate che sia per tutti uguale… no! non è così!!! Ora è lunga da spiegare, ma è sempre per farvi capire che abbiamo già quasi tutte le leggi possibili poi la discrezionalità del magistrato fa sì che ciò che fa un collega fa anche l’altro… e così trovi che in Toscana riescono ad usufruire di permessi e semilibertà detenuti che in Piemonte in Lombardia sarebbero murati vivi l’ITALIA è un sogno che non esiste, esistono le regioni!!! E vogliono fare gli europeisti. Comunque ragazze, grazie di vero cuore per essere venuti a trovarci. E comunque sempre un bel momento, un trovarsi tra generazioni diverse, con lo stesso obiettivo, l’amore per gli esseri umani. Un corridoio con l’esterno È sempre importante, vedete cosa succede nel mondo, dove viene vietato ogni incontro con il mondo prolifera la follia, la tortura ed ogni abuso possibile… Eppure mi preoccupa comunque il vostro futuro, lavorare in carcere è dura e triste, un posto che darà poche soddisfazioni nell’immediato, saranno poche le persone che vi apprezzeranno. Dovrete lottare credendo sempre nella libertà, conoscere bene le leggi, lottare contro corrente in un sistema di polizia e sicurezza che ben poco ha a che fare con la libertà e l’individuo. Uno strapotere molto superficiale che nulla ha a che fare, per ora, con il “RESTITUIRE alla società una persona migliore”. Il carcere era ed è una punizione. Forse il vostro coraggio, la vostra tenacia e… dimenticavo, bisogna creare un legame politico forte, a cui ogni educatore, assistente sociale e detenuto si possa rivolgere affinché delle leggi approvate decenni fa trovino applicazione in concreto. (secondo me, proprio la magistratura dovrebbe operare in questo senso, visto che serve a far sì che le leggi vengono rispettate) la realtà è che le leggi tutelavano e tutelano i re i nobili e i feudatari… alla plebe il solito… “Si salvi chi può”!!!

saluto tutti voi, Un abbraccio alle ragazze che hanno visitato la mia cella

Ancora un grazie, non sai quanto mi ha fatto piacere sentirti dire “dai, ci sentiamo sul blog” è bello non essere dimenticati… vi voglio bene.

Davide

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