Gli studenti del Polo Universitario recensiscono “Fuori Fuoco” per Evisioni 2018

Scheda film: https://www.ilcontesto.org/evisioni-2018/fuori-fuoco/

Qual è il reale punto di vista dei detenuti nel raccontare il loro status di persone private della libertà personale? Tanti sono i prison-movie e i documentari che raccontano la quotidianità della vita carceraria, ma in “Fuori fuoco” i registi e gli operatori sono stati gli stessi detenuti della Casa Circondariale di Terni, e hanno girato per oltre 150 ore dentro le celle, filmando aspettative, speranze e delusioni.

Quello che ci domandiamo noi reclusi è: hanno dato un’immagine veritiera della realtà?

Secondo noi parzialmente, perché, lodando l’idea e la possibilità di utilizzo dello strumento, il montaggio operato dal produttore con la “supervisione” (… censura?) del Provveditorato, ha reso visibile solo una parte, un decimo della totale situazione.

Noi avremmo preferito che si fosse filmato di più dentro le stanze e meno nella semilibertà. Fotografare di più la situazione che l’occasione e dare più voce a quelli più indietro, che ancora non usufruiscono delle misure alternative perché, nel caso in cui non si fosse capito, la realtà presentata riguarda solo i pochi in misura alternativa, e non la totalità della popolazione detenuta nelle carceri italiane.

Gli studenti del Polo Universitario del Carcere di Torino

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