Benedetta

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Uno spettacolo teatrale di Mimmo Sorrentino

Benedetta, nonostante i crimini subiti, sofferti e provocati, si aspetta, citando Simone Weil, che comunque le venga fatto del bene e non del male e per questo è sacra. E poiché l’attendersi comunque del bene e non del male è una condizione propria del genere umano, Benedetta ci ricorda che siamo sacri. Per questo le vogliamo un gran bene. Benedetta si sdoppia per non essere travolta dal reale, dall’incubo della sua condizione. Nello sdoppiarsi sbraita, si insulta, si detesta, si teme. Ma poiché sdoppiarsi davanti all’incubo, al reale è una reazione propria del genere umano, Benedetta ci sdoppia, facendoci vivere la tensione della separazione e la naturale propensione alla ricomposizione. Nel voler ricomporre Benedetta, altro non vogliamo che ricomporre noi stessi. Benedetta ci impone la ricomposizione ed è per questo che ci affascina. Benedetta ci svela, raccontando dall’interno, la condizione femminile nei contesti di criminalità organizzata di cui nessuno sa nulla perché sfugge alla cronaca, alla letteratura iper realistica, agli studi di genere. Nel farlo apre le porte della poesia in contesti che hanno messo all’indice la poesia. Il suo è un atto rivoluzionario come è rivoluzionario che a recitare il suo personaggio siano Federica e Margherita, due donne che hanno iniziato in carcere il loro percorso teatrale e che ora lo continuano professionalmente da libere. Detenute per reati associativi prossime alla scarcerazione. Grazie a lei, grazie a loro, si inventa una nuova lingua con cui raccontare e parlare della criminalità organizzata “il cui valore, scrive Nando Dalla Chiesa, è incalcolabile perchè queste donne, anche se non denunciano, non tradiscono, possono diventare un fatto esemplare per il paese”. Lo spettacolo teatrale è in tournée a Milano, Pavia, Verona, Roma e poi a maggio del prossimo anno al teatro Elfo-Puccini. Lo spettacolo è prodotto nell’ambito del progetto “Educarsi alla Libertà” del Teatro Incontro.

Proiezione: Giovedì 15 novembre 2018
(ore 17, Aula A1, Campus Luigi Einaudi)

Ne discutono con il regista:
Roberto Tarasco (Il teatro per la cura della persona)
Grazia Isoardi (compagnia teatrale Voci erranti di Saluzzo)

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