Laboratorio scuola

La scuola è da sempre luogo di formazione e informazione. Una delle sue finalità è stimolare gli studenti a conoscere ciò che è distante dalla loro quotidianità, ma che esiste come parte integrante della società in cui viviamo. Per questa ragione siamo convinti che sollecitare un dibattito sul tema della detenzione, dell'emarginazione e del disagio possa costituire un'esperienza importante di crescita personale.

Così abbiamo sviluppato un percorso per le scuole medie inferiori e superiori: un ciclo di incontri finalizzato alla conoscenza della dimensione detentiva, con riflessioni guidate da esperti  professionisti, commentando anche i post che le persone detenute scrivono per il blog.

Un secondo laboratorio completa poi il precedente, accompagnando lo studente all'incontro con le persone detenute, autori del blog. Crediamo infatti che l'esperienza diretta, con chi viva da dentro il mondo detentivo, aiuti il giovane fuori a costruirsi in modo critico un giudizio non solo riguardo il carcere, ma in generale sul modo in cui la nostra società considera il reato, la condanna e la riabilitazione.

Dal 2012 abbiamo attivato due laboratori in quattro istituti del territorio torinese: "Norberto Bobbio", "Lagrange", "Mazzarello" e "Bosso-Monti" - coinvolgendo più di duecento studenti.

Per ricevere informazioni rispetto ai laboratori potete contattarci scrivendoci all'indirizzo dentroefuori@ilcontesto.org.

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Pensieri dai Laboratori Scolastici

I pensieri di una volontaria sui laboratori scolastici dell'Associazione Il Contesto

Pubblichiamo i pensieri di una nostra attivista a seguito degli incontri che portiamo avanti da tre anni con i ragazzi della scuola Bosso Monti con il progetto: “Se mi conosci mi comprendi”

 

Abbiamo ricominciato!!!  VA ALLA RISCOSSA!!

Ricomincia il progetto con le scuole!

Quest’anno abbiamo scelto un tema specifico, un tema che teniamo a cuore, un tema che dovrebbe essere centrale del programma carcere, pena, devianza… IL REINSERIMENTO!!!

Quest’anno i ragazzi della Bosso Monti sono chiamati a partecipare attivamente al reinserimento del detenuto, devono scriverci un progetto, la loro idea di reinserimento, secondo loro quali sono i temi da trattare, su cosa bisogna lavorare per garantire la sicurezza collettiva e per garantire la dignità e la serenità delle persone che sono rinchiuse lì dentro? Diamo parola al nostro futuro, ai lavoratori di domani che oggi hanno la speciale opportunità di confrontarsi  con gli attori principali di questo tema. I nostri studenti non rimangono fermi dietro un libro a studiare teorie ma vanno a toccare con mano quello che molti non vogliono vedere… il lato oscuro di ognuno di noi… quello che tutti definiscono “il male”… “i cattivi”… ma noi crediamo che l’unica differenza che c’è tra i buoni e i cattivi è che i primi pensano di giorno quello che i secondi fanno la notte… quindi andiamo a capire cosa si pensa e cosa si fa, perché alcuni fanno invece di pensare solo? E perché alcuni pensano e poi non fanno?

I nostri studenti possono conoscere, hanno la possibilità di conoscere e la conoscenza è comprensione, la conoscenza è sapere, la conoscenza è valore… non tutti hanno la conoscenza!!!

Siamo curiosi, già oggi sono uscite un sacco di tematiche, perché? Perché è la domanda principale!!!

“se uccidi butto la chiave” vero,  però Nando fa sempre riflettere sul nostro blog… “se uccidi butto comunque la chiave perché è giusto”, ma cosa è giusto? Ci importa cosa sia giusto o sbagliato? O ci importa cosa sia utile? “nel giusto c’è anche ciò che è utile”. La pena è giusta, perché la decide un giudice, la pena deve tendere alla rieducazione del condannato, la pena deve essere utile, allora perché il 68% delle persone che scontano una pena in carcere ricommette un reato? La pena è giusta.. ma forse non è stata troppo utile… quindi? “forse non tutto ciò che è giusto è utile”…  

“ma i detenuti ci credono al reinserimento? Vogliono essere reinseriti?” domandone boh chi lo sa, il 27 possiamo chiederglielo!

“dopo la galera non dovresti pensare al sesso c’è altro di più importante” vero verissimo, ma il sesso non è forse espressione di emozioni e sentimenti repressi per tanti anni? Il sesso non è forse per qualcuno qual’cosa che fa paura, perché ha una malattia e non vuole infettare nessuno? Una malattia che forse viene vissuta come una galera con fine pena mai?

Insomma tantissime domande e pochissimo tempo purtroppo, ma noi riusciremo a farlo fruttare… i famosi giovani fannulloni hanno il coraggio di toccare i ”cattivi” di scrutare in quell’oscurità che nessuno vuole vedere…

Vediamo come la pensano oggi e vediamo come la pensano domani!

Comments 2

  1. Sono una ragazza che ha avuto modo di fare visita e di vedere faccia a faccia questa realtà di cui tanto si parla ma Alla fine si sa ben poco se non luoghi comuni. Devo dire che avere modo di parlare con queste persone, guardarle negli occhi e non attraverso uno schermo, sentire con orecchio la loro voce mi ha davvero colpito ed è una sensazione che rimarrà impressa nella mia mente. Non dirò che questo progetto ha cambiato il mio concetto di carcere, ma mi ha molto aiutata a fare chiarezza fra i miei pensieri

  2. Post
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    Salve!!! Sono fatima e questo è ciò che mi è rimasto del carcere…
    Salve sono Fatima. Il nome magari non vi dirà nulla ma sono una delle tante ragazze del bossomonti. L’esperienza al carcere ha avuto un grande impatto su di me. Ho avuto la possibilità di poter vedere con i miei occhi, dal vivo, un’altra realtà. La realtà del carcere è ben lontana dal mio stile di vita. Non dico che io sia meglio di chi sta in carcere o che non ci possa mai entrare, però il carcere è tutta un’altra cosa. Non me lo sarei mai aspettato così. Ho avuto la possibilità di vedere il carcere come struttura e di ascoltare le storie dei diversi detenuti. Ognuno ha un vissuto e delle motivazioni per cui è lì dentro. Però a fine giornata mi sono chiesta, se il carcere ha il fine di “punire” chi ha commesso degli sbagli, facendoli isolare e privandoli della loro libertà, non dovrebbe anche avere la capacità di attuare progetti per poterli reinserire in un domani nella società?Poi soprattutto perché la legge non è uguale per tutti? Perché chi fa un reato grave, come un omicidio, sta dentro meno di chi ha fatto più reati, ma meno gravi, come rapine? Io concordo con il pensiero di Davide e lo collego a quello che ha detto Luca, che il carcere rispecchia la società in cui viviamo. Il carcere italiano presenta molte pecche in diversi aspetti, già dal fatto che all’Università ci può andare solo chi ha il diploma, è giusto…però perché non dare a tutti la possibilità di accedere all’istruzione? Perché oltre all’Università del carcere non c’è il “il liceo” del carcere? O anche solo le medie, perché, secondo me oltre all’istruzione c’è anche la culturizzazione, così almeno il giorno in cui usciranno, i detenuti, non si sentiranno smarriti, ma avranno avuto un minimo di contatto con il mondo esterno attraverso lo studio e le conoscenze trasmesse

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